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Posts Tagged ‘separazione consensuale’

Ti svelo come fare una separazione senza avvocato!

separazione consensuale, separazione senza avvocato No Comments »

separazione

Hai mai desiderato conoscere un modo per affrontare la separazione consensuale che sia semplice, veloce ed economico? Vuoi separarti senza spendere una fortuna? Vuoi che tutto si concluda in modo breve e avendo ben chiaro quali sono i passi da compiere?

Ebbene, preparati, perchè sto per darti una grande notizia, che cambierà per sempre e in meglio la tua vita: devi sapere che alcuni Tribunali italiani permettono ai coniugi di fare una separazione consensuale senza l’assistenza di un avvocato!

Capisci il vantaggio? Immagina come sarà più semplice ed economico per te separarti se:

  • non dovrai recarti nello studio di un avvocato dopo aver preso un appuntamento;
  • non sarai costretto a stare faccia a faccia con lui per spiegargli la situazione (che crea sempre un pò d’ansia);
  • potrai risparmiare sulle spese legali e permetterti finalmente di separarti!

Tutto in modo più semplice, più veloce e soprattutto più economico!

Se tu e il tuo coniuge volete fare una separazione consensuale senza “dissanguarvi”dovrete:

  1. Accordarvi sulle questioni principali quali l’affido dei figli, l’importo dell‘assegno per il loro mantenimento, l’assegnazione della casa familiare e l’eventuale mantenimento per il coniuge ;
  2. Recarvi in Tribunale e chiedere alla cancelleria della volontaria giurisdizione (basta chiedere all’usciere all’ingresso) se nel Tribunale in cui dovete presentare il ricorso è possibile separarsi senza avvocato. Se vuoi saperne di più sul Tribunale a cui devi rivolgerti e avere istruzioni più dettagliate sul da farsi scarica questa guida completamente gratuita;
  3. Riempire il modulo in fondo alla pagina specificando le condizioni a cui volete separarvi, indicando anche i vostri redditi. Entro pochissimi giorni riceverai il preventivo di spesa (assolutamnete gratuito e non vincolante). Successivamente, in caso di accettazione del preventivo, provvederò io alla redazione del ricorso, della nota di iscrizione a ruolo e del modulo istat da depositare insieme al ricorso;
  4. Recarti in Tribunale con il coniuge e seguire passo passo le indicazioni della guida gratuita scaricabile da qui;

So cosa stai pensando:

“Ma avvocato…..è davvero così semplice?”

Sì, perchè una volta che avrai preso accordi con il coniuge e sarai sicuro di poterti separare senza avvocato, ti basterà contattarmi riempendo il modulo che trovi in fondo alla pagina, indicando:

1) Le condizioni a cui volete separarvi (riguardo ad assegnazione casa coniugale, assegnazione e mantenimento figli ed eventuale mantenimento coniuge);

2) I vostri redditi, come da dichiarazioni degli ultimi due anni;

3) La presenza o meno di figli e gli accordi da voi presi per il loro affidamento e mantenimento;

4) La situazione della casa coniugale (se di proprietà e di chi dei due, se in affitto, comodato ecc.);

Con queste informazioni alla mano sarò in grado di dirvi se le condizioni da Voi scelte sono eque e accettabili per il Tribunale, che è attento soprattutto per quanto riguarda i figli.

A questo punto, ti basterà inviarmi i documenti che vi chiederò e indicarmi le condizioni a cui volete separarvi. Vi invierò il ricorso entro 4 - 7 g iorni lavorativi dal ricevimento del pagamento e di tutti i documenti necessari. Una volta ricevuto il ricorso ti basterà seguire la procedura che ti spiego in questa guida completamente gratuita.

Capisci l’importanza per te di questa offerta?

  • Potrai avere una consulenza legale senza doverti muovere da casa, semplicemente riempendo il modulo in fondo alla pagina e contattandomi via e-mail o su skype;

  • Avrai il ricorso per la separazione in tempi brevi (4 - 7 giorni lavorativi) dal pagamento e dalla ricezione dei documenti richiesti;

  • Il tutto con un notevole risparmio economico.

Quindi non aspettare, scarica la guida, verifica se nel Tribunale della tua città è possibile separarsi senza avvocato e poi riempi il modulo qui sotto e richiedimi un preventivo.

Oggi hai questa grande opportunità. Perchè non approfittarne?

N.B. A seguito delle recenti modifiche introdotte dal Governo,  il procedimento di separazione consensuale è soggetto ad un contributo unificato di € 37,00, mentre per la separazione giudiziale il contributo è di € 85,00. Inoltre, mentre prima era necessario allegare l’estratto per sunto dell’atto di matrimonio, il certificato di residenza e lo stato di famiglia, (oltre che alla dichiarazione dei redditi degli ultimi due anni, ancora obbligatoria) ora tutti questi documenti sono sostituiti dall’autocertificazione.

Consiglio comunque, per evitare errori, di reperire sempre i suddetti documenti presso l’ Anagrafe competente. Alcune Anagrafi consentono di fare la richiesta anche on - line.

Completa e invia il seguente modulo per richiedere un preventivo gratuito e non vincolante

*(indica campo obbligatorio)


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febbraio 1st, 2012 |

Tags: assegnazione casa, assegno mantenimento, casa coniugale, figli, gratis, senza avvocato, separazione consensuale




Ecco cosa inserire nell’accordo di separazione consensuale

alimenti, figli, mantenimento, separazione coniugi, separazione consensuale 13 Comments »

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Se avete scelto di fare una separazione consensuale è bene sapere che con l’accordo di separazione consensuale dovrete regolare una serie di aspetti personali e patrimoniali.

 

In particolare dovrete decidere su:

 

  • l’ affido dei figli e il loro mantenimento
  • l’assegnazione della casa coniugale
  • l’eventuale mantenimento per il coniuge

 

La prima cosa che dovete stabilire è a chi verranno affidati i figli. Anche se scegli l’ affidamento condiviso, i tuoi ragazzi avranno comunque bisogno di un’abitazione stabile e prevalente.

 

Una volta scelto con chi vivranno la maggior parte del tempo dovete concordare giorni, ore e modalità di visita. Potete anche aggiungere che il genitore non assegnatario potrà vederli “anche” ogni volta che vuole e/o ogni volta che i figli vorranno.

 

Inoltre il genitore non assegnatario tra voi due dovrà corrispondere all’altro un assegno di mantenimento adeguato, che tenga conto delle necessità del figlio.  Infatti quello assegnatario avrà certamente compiti di cura maggiori, che l’altro dovrà compensare economicamente.

 

A questo punto, come certamente saprai, la casa andrà affidata a chi vengono affidati i figli.

Questo perché la legge si preoccupa soprattutto del loro interesse e vuole evitargli che una già traumatica separazione possa essere resa ancor più dolorosa da un cambiamento totale delle abitudini di vita.

 

Infine dovrete stabilire se uno dei due ha diritto all’assegno di mantenimento e, in caso di risposta affermativa, qual è l’importo di questo assegno. Se hai dei dubbi sul diritto del coniuge a pretendere un mantenimento, consulta questo post sull’argomento.

 

La legge prevede persino la possibilità di inserire nell’accordo di separazione dei trasferimenti immobiliari tra i coniugi o anche a favore dei figli.

 

Una volta che avrai regolato questi aspetti potrai redigere l’accordo di separazione e, se il Tribunale del luogo in cui risiedete lo consente, separarvi anche senza l’intervento di un avvocato, con notevole risparmio per le vostre tasche.

 

Se vuoi sapere come fare scarica questo report gratuito!

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gennaio 6th, 2010 |

Tags: ricorso separazione, separazione consensuale




Come separarsi e trasferire immobili…in una volta sola!

comunione legale, figli, mantenimento, separazione coniugi, separazione consensuale 8 Comments »

trasf-e-separ2Cme ti ho già accennato nel mio report gratuito , con l’accordo di separazione puoi (e devi) regolare molti aspetti personali e patrimoniali. La legge ti dà addirittura la possibilità di realizzare passaggi di proprietà tra coniugi o tra coniugi e figli. Questa ipotesi è molto conveniente, capirai perché tra poche righe.

 

L’ accordo di separazione consensuale o di divorzio congiunto, inserito nel verbale d’ udienza di separazione o divorzio, vale come atto pubblico (art. 2699 c.c.). E’ come l’atto redatto dal Notaio.

 

Se in questo accordo inserisci un passaggio di proprietà, una volta che hai ottenuto l’omologa dell’accordo dal Tribunale, che lo rende efficace, l’atto sarà titolo idoneo per la trascrizione nei registri immobiliari.

 

Con il trasferimento immobiliare puoi estinguere in una sola volta l’obbligo di mantenimento al coniuge. Tale facoltà ti è concessa dall’art. 5 L. 88/1970 (legge sul divorzio) che è applicabile sia alle separazioni che ai divorzi (anche se questa non è l’opinione di tutti, perchè alcuni pensano che non si possa applicare alla separazione ciò che è previsto per il divorzio).

 

Se, ad esempio, sei comproprietario insieme al coniuge della casa coniugale e preferisci cedergli la tua metà piuttosto che pagare ogni mese il mantenimento, allora ti conviene fare il trasferimento nell’accordo di separazione. Ovviamente l’altro deve essere d’accordo.

 

Però, se il coniuge ha diritto agli alimenti, o ne avrà in futuro,dovrai versarglieli comunque.

 

Comunque puoi trasferire immobili anche per altri motivi. Questo è un modo per regolare gli assetti personali e patrimoniali tra te e il coniuge. L’importante è che il trasferimento sia in qualche modo legato alla separazione. Diversamente alcuni Tribunali potrebbero rifiutarti l’omologa.

 

Ma qual è la convenienza? Ovviamente il notevole risparmio economico!

 

Se stipuli un atto di compravendita dal Notaio, questo ti costerà qualche migliaio di Euro, tra tasse, imposte e parcella per il Notaio.

 

Se, invece, inserisci questo passaggio di proprietà nell’accordo di separazione o divorzio, dovrai pagare solo un’imposta in misura fissa di circa 1.000,00 €.

 

Senza considerare che, in questo modo, non dovrai più versare nulla al coniuge.

 

Hai capito che ti sto dicendo? Che con l’accordo di separazione o di divorzio puoi liberarti definitivamente dell’obbligo di mantenimento del coniuge! Sempre a patto che non si trovi nelle condizioni di poterti chiedere, né ora né in futuro, gli alimenti, il cui diritto è irrinunciabile!

 

Per quanto riguarda i figli, il cedergli la tua quota di casa non ti libera, però, dall’obbligo di mantenimento. Molti Tribunali, diversamente, potrebbero rifiutarti l’omologa e chiederti di fare delle modifiche all’accordo.

 

Potresti, però, ridurre l’importo dell’assegno che devi versargli, ovviamente giustificandolo con il fatto che gli hai già attribuito un immobile.

 

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dicembre 9th, 2009 |

Tags: casa coniugale, ricorso separazione, separazione consensuale




Ecco per te, gratis, una guida sull’udienza di separazione consensuale

alimenti, doveri coniugali, figli, mantenimento, separazione coniugi, separazione consensuale 1 Comment »

cover-simona3d1Da quando ho aperto questo blog mi sono resa conto di quanto le persone abbiano la necessità di sapere. La maggior parte della nostra vita la impegniamo ad acquisire informazioni: a scuola, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni.

Quando non sappiamo abbiamo due possibilità: o chiediamo a qualcuno che ne sa più di noi o viviamo nell’ignoranza e ne accettiamo le conseguenze. Che, a volte, possono essere catastrofiche…..

Visto che le informazioni sono tante, abbiamo dovuto dividerle per materie e settori: medicina, legge, idraulica, elettronica, chimica, ingegneria…..impossibile conoscere tutte queste materie, per cui ognuno ha conosce il proprio settore e, di solito, ignora gli altri.

E dato che non tutti (per fortuna!!) fanno gli Avvocati, capita che molti non sanno neanche come si svolge il procedimento per la separazione consensuale. Diversamente, adesso non ti troveresti su queste pagine.

 Se invece stai leggendo con interesse queste poche righe è perchè, probabilmente, anche tu sei assalito da una delle ansie e delle paure più comuni: quella dell’ignoto.

Non sapere ti rende impotente, incapace di capire come muoverti, ti può far sbagliare in un campo dove, se commetti errori o sbagli strategia, non puoi consolarti dicendoti: ”sbagliando si impara”, a meno che tu non sia uno che si separa tutti i giorni!!!

Quindi ecco qua la soluzione che ho creato appositamente per te: una guida assolutamente gratuita sull’udienza di separazione consensuale, da scaricare e tenere sul tuo pc, da leggere e rileggere quando vuoi.

Finalmente un report chiaro, completo, breve che risolverà i tuoi dubbi e risponderà alle tue domande. Non avrai più bisogno di chiedere a qualcuno consigli e, in alcuni casi, scoprirai che è anche possibile risparmiare sulle spese legali.

Non voglio dirti di più, ti lascio alla lettura del report che potrai scaricare da questa pagina, dopo esserti iscritto alla newsletter di questioni-coniugali! Buona lettura!

PS Dopo esserti iscritto alla newsetter riceverai una mail che ti chiederà di confermare la tua iscrizione. Una volta che l’avrai fatto, riceverai un messaggio di benvenuto con il link per scaricare il report.

PPS Se sei già iscritto alla newsletter di questioni-coniugali, contattami via skype, ti manderò il link per scaricare il report!

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dicembre 4th, 2009 |

Tags: guida gratuita, separazione coniugi, separazione consensuale, udienza




Ecco spiegate le conseguenze della separazione!

separazione coniugi, separazione consensuale, separazione giudiziale No Comments »

domino-effect-b 

Sto per svelarti quello che molti vogliono sapere, che chiedono sui forum, che mi domandano nelle e-mail e che oggi spiegherò in modo semplice a te, che leggi questo blog e che, magari, mi segui grazie all’ iscrizione alla newsletter, : quali sono le conseguenze della separazione.

 

In particolare molti mi domandano se con la separazione viene meno la comunione legale con il coniuge.

 

Se anche tu vuoi conoscere la risposta a questa domanda, allora leggi questo post.

 

Gli effetti.

 

L’art. 191 c.c. stabilisce che, a seguito della separazione consensuale, di quella giudiziale o del divorzio, si producono 4 effetti:

 

1. Cessa lo stato di comunione legale e subentra il regime della separazione dei beni

 

Praticamente da questo momento in poi qualsiasi cosa comprerai e qualsiasi debito farai non rientrerà più nella comunione legale ma sarà solo tuo.

 

Prima, invece, anche se compravi un bene all’insaputa del coniuge, questo entrava automaticamente a far parte della comunione legale.

 

Non pensare, però, che la separazione realizzi anche una divisione dei beni perché per ottenerla devi fare un accordo di divisione con il coniuge o iniziare una causa legale, in caso non riuscissi a trovare un accordo su come dividervi i beni.

 

2. Alcuni beni entrano a far parte della comunione legale

 

Durante il matrimonio non tutti i beni fanno automaticamente parte della comunione.

 

Ci sono beni che sono personali solo finché non si scioglie la comunione. Quando ciò accade, entrano nella comunione dei beni, sempre che non siano stati consumati. Praticamente sto parlando dei risparmi.

 

Ti faccio alcuni esempi.

 

Le entrate prodotte dai beni personali dei coniugi non rientrano nella comunione.

 

Se hai un bene personale (perché l’hai acquistato prima delle nozze, perché l’hai ricevuto in eredità ecc.) e lo vendi, lo affitti e, comunque, ne ricavi denaro, questi soldi non entrano nella comunione fino al momento in cui questa si scioglie, (e sempre che tu non abbia già speso il denaro ricavatone) ossia nel momento in cui si realizza la separazione o il divorzio dei coniugi.

 

Non ne fanno parte neanche i guadagni derivanti dall’attività professionale di ognuno di voi due che avete risparmiato. Ma vi rientreranno se, al momento in cui la comunione si scioglie, (ossia con la separazione o uno degli altri casi contemplati dall’art. 191 c.c.) non sono stati spesi.

 

Lo stesso può dirsi per quei beni, anche immobili, che hai acquistato per l’esercizio dell’ impresa costituita dopo il matrimonio o per gli incrementi dell’impresa che c’era anche prima delle nozze.

 

I beni che invece servono per l’esercizio della professione (di medico, ingegnere, avvocato, dentista ecc.) non entrano mai nella comunione.

 

3. Si instaura la comunione ordinaria per i beni oggetto della comunione

 

Da questo momento in poi i beni che facevano parte della comunione fin dal principio e quelli che vi sono entrati a seguito dello scioglimento, saranno regolati dalle disposizioni in materia di comunione ordinaria previsti dagli artt. 1100 c.c. e seguenti.

 

4. Puoi chiedere la divisione dei beni comuni

 

Dopo lo scioglimento della comunione potrai chiedere che il tuo patrimonio sia diviso da quello dell’ex coniuge. Perché ciò sia possibile, però, è necessario che ognuno di voi restituisca le somme prelevate dal patrimonio comune a vantaggio di quello di uno solo di voi due.

 

Se, per esempio, hai aggiustato la casa di tua proprietà esclusiva utilizzando i soldi di entrambi, dovrai restituire la somma che non era tua al coniuge, perché la legge lo considera una specie di prestito.

 

Ugualmente può dirsi nel caso in cui i creditori di uno solo di voi abbia aggredito anche il patrimonio dell’altro.

 

Fatti questi rimborsi e restituzioni, dovrai considerare quali sono i beni, i debiti e i crediti del patrimonio.

 

A questo punto, dopo che hai fatto un po’ di conti, potrai chiedere la divisione dei beni, ripartendo in parti uguali debiti e crediti.

Tra l’altro, con la separazione non avrai più il dovere di coabitazione, mentre rimangono inalterati gli altri doveri coniugali. In teoria, quindi, dovresti rimanere fedele al coniuge. In pratica la Cassazione ha più volte sentenziato che l’infedeltà, dopo la separazione, non è obbligatoria.

 

Momento in cui si scoglie la comunione.

 

Per fare tutto questo è necessario conoscere il momento preciso in cui la comunione si scioglie.

 

Come ti ho detto la comunione si scioglie nel momento in cui i coniugi si separano o divorziano.

In particolare lo scioglimento si verifica solo nel momento in cui:

 

  • passa in giudicato la sentenza di separazione giudiziale;

questo si verifica dopo che non è più possibile appellarla, ossia 1 anno dalla pubblicazione o 30 giorni dalla notifica all’altra parte.

 

  • c’è l’omologa della separazione consensuale e il provvedimento non è più soggetto a reclamo;

cioè trascorsi 10 giorni dalla notificazione o pubblicazione del decreto.

 

  • passa in giudicato la sentenza di divorzio;

vale quanto detto per la separazione consensuale.

 

A questo punto puoi chiedere la divisione dei beni. Anche qui hai due strade: puoi fare un accordo di divisione con il coniuge o iniziare una causa legale. Ovviamente la prima ipotesi è più veloce ed economica, mentre la seconda può protrarsi per molti anni e costarti parecchio.

 

Ti consiglio di pensarci bene!

 

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luglio 16th, 2009 |

Tags: separazione, separazione consensuale, separazione giudiziale




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