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Conosci anche tu gli effetti della riconciliazione dei coniugi separati!

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arcob

 

Oggi voglio parlarti di un argomento allegro e positivo. Ti descriverò una situazione che comporterà la fine di tutti i problemi relativi all’assegnazione della casa, all’affido dei figli e alla corresponsione dell’assegno di mantenimento!

              

Ti parlerò della riconciliazione dei coniugi e dei suoi effetti: sì perché ogni cosa che fai ha delle conseguenze giuridiche.

 

Anzitutto, ti sei mai chiesto quando si può parlare di riconciliazione?

 

La Giurisprudenza ritiene che possa parlarsi di riconciliazione quando c’è una ripresa della vita coniugale in tutti i suoi aspetti. Quando vengono ripristinati tutti i doveri coniugali, e ricostruita la “comunione materiale e spirituale” che sta alla base del matrimonio.

 

Non basta, invece, che facciate un semplice tentativo o che facciate una vacanza insieme!

 

La riconciliazione può essere di due tipi: espressa o tacita.

 

Potete realizzare una conciliazione espressa con un accordo scritto, in cui dichiarate di volere riprendere la normale vita matrimoniale e ripristinare tutti i doveri.

 

La conciliazione tacita si realizza, invece, nel momento in cui decidete di tornare insieme a tutti gli effetti. Ovviamente l’elemento “spia” di questa riconciliazione è sicuramente la ripresa della coabitazione.

 

Per quanto riguarda gli effetti propri della riconciliazione devi sapere che:

 

  • Nel caso in cui tu abbia in corso una causa di separazione giudiziale o consensuale, la riconciliazione comporterà l’abbandono della causa
  • Sicuramente sai che non puoi chiedere il divorzio prima che siano passati tre anni dalla separazione. Se tornate insieme questo termine si interrompe e il conteggio ricomincia da capo, ossia da un’eventuale nuova separazione
  •  Si ripristina la presunzione legale di paternità: il figlio nato entro i 180 giorni da quando siete tornati insieme si presume concepito durante il matrimonio
  • Ovviamente, cessa l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, visto che mancano i presupposti
  • Si ricostituisce la comunione legale dei coniugi: praticamente da ora in poi tutto ciò che comprerai sarà considerato di entrambi. Invece tutto quello che hai comprato da quando ti sei separato a quando siete tornati insieme sarà solo tuo!

 

Ora la cosa più saggia che potete fare è andare all’anagrafe e far annotare, a margine dell’atto di matrimonio, l’avvenuta riconciliazione.

 

Infatti devi sapere che la separazione dei coniugi viene annotata sull’atto di matrimonio. E’ una forma di pubblicità. Serve a far sapere a tutti che sei separato, soprattutto ai creditori. In questo modo, se dopo la separazione il coniuge contrae dei debiti, il creditore non potrà chiedere i soldi anche a te.

 

Ora ti faccio un esempio per capire l’importanza di questa annotazione.

 

 Ammettiamo che tu e il coniuge siate tornati insieme e che non abbiate fatto però annotare l’avvenuta riconciliazione ai margini dell’atto di matrimonio, come prescritto dagli artt. 63 e 69 del D.P.R. n. 396/00.

 

Quindi all’anagrafe risulta che siete separati e che non c’è tra voi comunione di beni.

 

Ora, se l’altro, dopo la riconciliazione, compra un immobile, questo ricadrà nella comunione di beni. Questo tuttavia vale solo per quanto riguarda i rapporti tra voi.

 

Se successivamente, però, lo vende a tua insaputa (non potrebbe farlo, visto che siete comproprietari per effetto della ricostituita comunione) a chi lo compra risulterà l’unico proprietario, perché dall’atto di matrimonio risulta separato.

 

Di conseguenza non potrai far annullare la vendita!

 

Quindi, se è tua intenzione fare acquisti o se vuole farli l’altro e vi siete appena riconciliati, fai annotare la riconciliazione ai margini dell’atto di matrimonio all’anagrafe, o rischi di non poterti opporre ad un’eventuale e successiva vendita fatta a tua insaputa!

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luglio 23rd, 2009 |

Tags: alimenti, comunione legale coniugi, doveri coniugali, mantenimento, riconciliazione, separazione




Conosci quali sono i tuoi doveri coniugali come un avvocato!

addebito separazione, alimenti, doveri coniugali 1 Comment »

laurea

 

Se hai mai desiderato conoscere tutti i doveri che assumi con il matrimonio allora questo è il miglior post che tu possa trovare sull’argomento.

 

Sì, sto parlando dell’art. 143 c.c. che il parroco o il sindaco ti hanno letto quando ti sei sposato.

 

Quell’articolo che dice: “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

Dal matrimonio deriva l’obbligo alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.

Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro  professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

 

Dell’obbligo di fedeltà e di coabitazione ti ho già parlato. Ora vediamo gli altri.

 

L’assistenza morale e materiale

 

Lo so, sembra un dovere un po’ astratto e non si capisce bene cosa comprenda. Ovviamente è impossibile fare un elenco di tutti i doveri. Però, per semplificarti un po’ le cose, diciamo che per l’assistenza morale devi  intendere il sostegno reciproco affettivo, psicologico e spirituale.

 

Questo significa che devi rispettare il coniuge, riconoscergli il diritto alla privacy, alla scelta della religione e agli altri diritti personali. Il rifiuto ai rapporti sessuali costituisce poi violazione di questo dovere, perché è umiliante per il coniuge.

 

L’assistenza materiale comprende invece l’obbligo di provvedere alle esigenze primarie del coniuge: cibo, vestiti, trasporti, studio, cure mediche ecc., provvedendo economicamente ai suoi bisogni  o assistendolo personalmente, dove possibile.

 

Il dovere di contribuzione

 

Praticamente tu e tuo marito/tua moglie dovete provvedere in modo paritario e proporzionale ai bisogni della famiglia. Puoi farlo in due modi: diretto o indiretto.

Il primo si ha quando usi il tuo lavoro personale, ossia casalingo per occuparti dei bisogni del coniuge e dei figli. Il secondo quando metti a disposizione i tuoi guadagni .

 

Ovviamente, una volta che hai soddisfatto quest’obbligo, provvedendo a risparmiare una parte dei tuoi redditi per gli eventuali bisogni futuri, della restante parte del tuo stipendio puoi fare ciò che vuoi.

 

Questo dovere non va concluso con quello di mantenimento, che presuppone che uno di voi due guadagni meno.

 

Il dovere di collaborazione nell’interesse della famiglia

 

Una volta che avete stabilito quali sono i bisogni comuni della famiglia, dovete lavorare e collaborare per realizzarli senza che questo, però, significhi sacrificare completamente la propria personalità o i propri hobbies.

 

Se, ad. es., avete stabilito che è fondamentale per la famiglia avere dei risparmi per un investimento futuro, dovete fare i sacrifici necessari perché questo obiettivo possa realizzarsi.

 

Questo dovere si distingue dal dovere di assistenza perché non è un dovere dell’uno verso l’altro ma un dovere comune nell’interesse vostro e dei vostri figli.

 

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luglio 9th, 2009 |

Tags: casa coniugale, doveri coniugali, sesso, tradimento




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