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Ti svelo come vanno divise le spese per la casa coniugale tra coniugi separati

casa coniugale, divorzio, separazione coniugi, separazione consensuale, separazione giudiziale 29 Comments »

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Oggi scrivo questo post su suggerimento di alcuni miei clienti che spesso mi chiedono chi tra i conigi debba sostenere le spese della casa coniugale.

A parte quelle del mutuo e dell’affitto, infatti, che spesso vengono stabilite con l’accordo di  separazione, ci sono una serie di costi da sostenere di cui pochi parlano.

Se anche tu ti stai facendo la stessa domanda, allora sei nel post(o) giusto!

Anzitutto stabiliamo quali sono le spese da dividersi dopo la separazione:

1. L’ICI (nel caso in cui la casa coniugale non sia la “prima casa”)

2. Le spese condominiali

3. Gli interessi passivi del mutuo

L’I.C.I.

Per quanto riguarda questa imposta, la regola generale è che la paga il proprietario dell’immobile. Quindi se sei il proprietario della casa coniugale dovrai pagarla tu, anche se questa è stata assegnata all’altro coniuge in sede di separazione o divorzio.

Se invece sei comproprietario insieme al coniuge, ne pagherai metà.

Le spese condominiali

Le spese condominiali le paghi solo se sei l’assegnatario della casa coniugale, altrimenti non spettano a te.

Questo perchè è giusto che paghi chi usufruisce di tutti quei servizi (pulizia scale, ascensore, portiere ecc.). Quindi qui non conta il diritto di proprietà ma l’assegnazione.

Gli interessi passivi del mutuo

Forse questa è la spesa che ti interessa di più. E a ragione, visto che puoi scaricare il 19% degli interessi passivi del mutuo contratto per l’abitazione principale in cui vivi tu o un tuo familiare e visto che spesso ci si separa prima di estinguere il mutuo.

Questo problema ti riguarda sia se sei l’unico proprietario dell’immobile ma non è stato assegnato a te durante la separazione, sia che tu sia comproprietario ma sempre e comunque non assegnatario.

Per questo spesa è necessario fare una differenza tra separazione e divorzio.

Durante la separazione, infatti, non viene meno il vincolo coniugale e quindi il coniuge a cui è assegnato l’immobile può ancora essere considerato un familiare.

Perciò anche se non vivi più nella casa coniugale, se il mutuo è intestato a te puoi detrarre la totalità degli interessi passivi.

Se il mutuo è intestato ad entrambi continuaerete a detrarre gli interessi a metà, come prima.

Il divorzio, invece, fa cadere ogni legame di parentela tra i coniugi. Per questo se nella casa coniugale continua ad abitarci solo l’ex coniuge, non potrai detrarre le quote del mutuo.

Se invece nella casa vivono anche i tuoi figli allora non avrai problemi a detrarre gli interessi, perchè sono tuoi familiari.

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maggio 15th, 2010 |

Tags: casa coniugale, divorzio, interessi passivi mutuo, separazione coniugi




Perchè hai diritto ad una quota di TFR anche se sei divorziato

divorzio, tfr No Comments »

denaro21

Questo articolo è diretto a te, caro lettore, che sei divorziato e titolare di un assegno di mantenimento, per farti sapere che hai diritto ad una quota della liquidazione dell’ex coniuge.

Hai capito cosa ti sto dicendo? Che, nonostante il divorzio, la legge ti riconosce questo diritto, perché sa che tu, con il tuo lavoro, i tuoi sacrifici e il tuo sostegno dato al coniuge durante il matrimonio, hai contribuito anche alla sua crescita professionale.

Quindi perché non dovresti ottenere una parte di quel reddito che hai contribuito a formare?

Ma vediamo quali sono i presupposti per avere questo diritto:

  • Devi essere divorziato, ossia deve esserci una sentenza di divorzio passata in giudicato (30 giorni dalla notifica o 6 mesi dalla pubblicazione).
  • Non devi esserti risposato
  • Devi essere titolare di un assegno di divorzio

Se esistono tutti questi presupposti, allora potrai rivolgerti al giudice e chiamare in giudizio il coniuge affinché ti paghi quanto ti spetta.

Ora probabilmente stai dicendo. “Va bene, ma quanto mi spetta?”

Ti spetta il 40% del TFR per ogni anno di matrimonio coincidente con gli anni di lavoro.

Il calcolo è molto semplice: devi considerare anzitutto la cifra totale ottenuta come TFR dall’ex coniuge e dividerla per 40% (che è la percentuale che ti spetta). Poi devi moltiplicare la cifra così ottenuta per il numero degli anni di lavoro. Infine dividere il risultato per il numero degli anni di matrimonio (compresi gli anni di separazione).

Ti faccio un esempio: ammettiamo che l’ex abbia ricevuto un TFR di 10.000 € a seguito di un impiego durato 10 anni e che siate sposati da 5.

In questo caso dovrai fare questo calcolo:

10.000 X 40% = 4.000 €

4.000 : 10= 400 € (quota che ti spetta per ogni annodi lavoro coincidente con il matrimonio)

400 X 5= 2.000 € (quota del TFR che ti spetta)

Spero che adesso ti sia tutto chiaro e che, grazie a questo post, sia diventato più consapevole dei tuoi diritti.

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ottobre 13th, 2009 |

Tags: divorzio, tfr




Ecco le ipotesi in cui hai diritto alla pensione di reversibilità anche se sei divorziato

divorzio, pensione di reversibilità 20 Comments »

 

vecchietta-pensione

 

Anche se sei divorziato hai diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge deceduto. Lo stabilisce l’art. 9 L.898/70 (Legge sul divorzio).

 

E’ però necessario che tu sia in possesso di una serie di requisiti:

 

  • Non devi esserti risposato

 Poiché la legge parla solo di nuove nozze, non valgono i rapporti di convivenza.

 

  • Deve esserci già una sentenza di divorzio passata in giudicato

 E’ cioè necessario che sia trascorso un anno dalla pubblicazione della sentenza o trenta giorni dalla notifica al coniuge, se è stata fatta.

 

  • Devi essere titolare di un’ assegno di divorzio

 Non importa quanto prendi d’assegno. L’importante è che il giudice abbia stabilito che ne hai diritto prima della morte del coniuge.

 

  • Il lavoro per il quale il tuo ex prendeva la pensione deve essere anteriore alla sentenza di divorzio

 Non avrai diritto alla reversibilità se il lavoro cui la pensione si riferisce è stato iniziato dopo la fine del matrimonio, ossia dopo la sentenza di separazione.

 

Cosa devi fare per ottenere la pensione

 

Puoi chiedere la reversibilità direttamente all’ente che, quando il tuo coniuge era in vita, provvedeva a corrispondergli la pensione. Non devi fare alcuna causa per avere la pensione di reversibilità, a meno che l’Ente non contesti il tuo diritto.

 

Cosa accade se il coniuge defunto si era risposato?

 

In questo caso entrambi avrete diritto all’assegno. Per stabilire quanto ognuno di voi prenderà si tiene conto della durata del rapporto, ossia del matrimonio.

 

Oltre questo criterio il giudice potrebbe tener conto anche di altri elementi: quanto prendi di assegno di divorzio e quali sono le condizioni economiche generali tue e del nuovo coniuge.

 

Se non sei il solo ad avere diritto all’assegno allora dovrai per forza fare una causa legale, perché, l’Ente riterrà di aver adempiuto al suo dovere versando i soldi solo al nuovo coniuge.

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giugno 8th, 2009 |

Tags: divorzio, pensione di reversibilità




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