Se stai affrontando una separazione giudiziale o hai intenzione di farlo, probabilmente ti chiederai in base a quali criteri il giudice sceglie con chi di voi due dovranno vivere i figli.
Ti dirò subito che non è possibile fare un elenco di parametri che fanno di te il genitore ideale (o il contrario), perché la situazione va valutata caso per caso.
Comunque il criterio principale è uno solo: l’interesse morale e materiale della prole.
È cioè importante per il giudice capire chi di voi due è più idoneo a garantire ai vostri figli uno sviluppo sano e sereno sotto vari aspetti.
Cercherà di affidarli a chi è maggiormente in grado di provvedere alle loro esigenze e di capire i loro bisogni e aspettative.
Avrai più possibilità di vederteli affidati se tra voi esiste già uno stretto legame di affetto e fiducia.
Detto questo posso solo dirti che ci sono una serie di situazioni che i Tribunali e la Corte di Cassazione hanno ritenuto non pregiudizievoli per la prole.
Cercherò di farti alcuni esempi.
Anzitutto, anche se ti è stata addebitata la separazione, questo non significa che i figli non ti saranno affidati. Essere un cattivo marito o una cattiva moglie non significa essere anche un pessimo genitore.
Certamente se l’addebito è dovuto al fatto che sei una persona violenta o squilibrata il giudice non ti affiderà mai dei bambini!
Non contano nemmeno le tue opinioni politiche o religiose. Puoi essere ateo o religioso, cattolico, ebreo, musulmano, protestante, di destra o di sinistra e vederti affidati i figli.
Ciò che importa è il tuo atteggiamento. Se sei una persona che impone in modo pressante e intransigente le sue scelte ed opinioni, tanto da impedire ai tuoi figli di sviluppare serenamente le proprie e di integrarsi con la società, difficilmente saranno affidati a te.
Se ti sei già rifatto una nuova famiglia, poi, questo non vuol dire che ti sarà impossibile ottenere l’affidamento. L’importante è che non cerchi di boicottare l’altro genitore, cercando magari di sostituire la sua figura con quella del nuovo partner.
Certo, però, che è importante che la tua casa non sia un via vai di nuovi fidanzati/e e che, quindi, la nuova famiglia goda di un minimo di stabilità.
Insomma, in sostanza devi capire che i figli non sono degli oggetti da litigarvi ma sono dei soggetti che hanno dei propri diritti ed interessi, che hanno le loro inclinazioni, aspirazioni e preferenze che devono essere rispettati.
La legge impone addirittura al giudice di ascoltare tuo figlio per conoscere le sue opinioni e volontà, se ha almeno 12 anni. Tuttavia questa prassi, in molti Tribunali, fatica a prendere piede.
Inoltre, se per il suo bene, decidete di comune accordo di non imporgli quello che per lui potrebbe essere un trauma, il giudice difficilmente vorrà sentirlo comunque.
Comunque, in definitiva, se vuoi che i tuoi bambini vivano con te, devi dimostrare di essere il genitore più idoneo a soddisfare le sue esigenze affettive, educative e formative.
Perché, quello che conta è solo il loro bene.
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