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Ecco cosa inserire nell’accordo di separazione consensuale

alimenti, figli, mantenimento, separazione coniugi, separazione consensuale 13 Comments »

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Se avete scelto di fare una separazione consensuale è bene sapere che con l’accordo di separazione consensuale dovrete regolare una serie di aspetti personali e patrimoniali.

 

In particolare dovrete decidere su:

 

  • l’ affido dei figli e il loro mantenimento
  • l’assegnazione della casa coniugale
  • l’eventuale mantenimento per il coniuge

 

La prima cosa che dovete stabilire è a chi verranno affidati i figli. Anche se scegli l’ affidamento condiviso, i tuoi ragazzi avranno comunque bisogno di un’abitazione stabile e prevalente.

 

Una volta scelto con chi vivranno la maggior parte del tempo dovete concordare giorni, ore e modalità di visita. Potete anche aggiungere che il genitore non assegnatario potrà vederli “anche” ogni volta che vuole e/o ogni volta che i figli vorranno.

 

Inoltre il genitore non assegnatario tra voi due dovrà corrispondere all’altro un assegno di mantenimento adeguato, che tenga conto delle necessità del figlio.  Infatti quello assegnatario avrà certamente compiti di cura maggiori, che l’altro dovrà compensare economicamente.

 

A questo punto, come certamente saprai, la casa andrà affidata a chi vengono affidati i figli.

Questo perché la legge si preoccupa soprattutto del loro interesse e vuole evitargli che una già traumatica separazione possa essere resa ancor più dolorosa da un cambiamento totale delle abitudini di vita.

 

Infine dovrete stabilire se uno dei due ha diritto all’assegno di mantenimento e, in caso di risposta affermativa, qual è l’importo di questo assegno. Se hai dei dubbi sul diritto del coniuge a pretendere un mantenimento, consulta questo post sull’argomento.

 

La legge prevede persino la possibilità di inserire nell’accordo di separazione dei trasferimenti immobiliari tra i coniugi o anche a favore dei figli.

 

Una volta che avrai regolato questi aspetti potrai redigere l’accordo di separazione e, se il Tribunale del luogo in cui risiedete lo consente, separarvi anche senza l’intervento di un avvocato, con notevole risparmio per le vostre tasche.

 

Se vuoi sapere come fare scarica questo report gratuito!

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gennaio 6th, 2010 |

Tags: ricorso separazione, separazione consensuale




Ti svelo quali decisioni prende il giudice alla prima udienza di separazione giudiziale

alimenti, figli, mantenimento, separazione coniugi, separazione giudiziale 12 Comments »

toga

Se hai deciso di addentrarti in una separazione giudiziale, la prima udienza che farai sarà quella davanti al Presidente del Tribunale, del tutto simile a quella per la separazione consensuale. Solo che non sarà l’unica ma la prima di molte.

Il Presidente del Tribunale, una volta capito che non avete intenzione di separarvi consensualmente perchè non siete d’accordo sull’ affidamento dei figli, l’assegnazione della casa, sull’importo dell’assegno di mantenimento, farà così:

  1. Prendera dei provvedimenti cosiddetti “temporanei e urgenti”
  2. Nominerà il Giudice che si occuperà della tua causa di separazione
  3. Fisserà la data della prossima udienza

Questi provvedimenti riguardano proprio le questioni su cui tu e il coniuge non riuscite a trovare un accordo: i figli, la casa, il mantenimento.

 Non devi pensare che se non ti presenti all’udienza fissata per la separazione o se fai una separazione giudiziale non dovrai versare o ricevere nulla fino alla fine della causa. Sbagli! Le questioni importanti vengono decise comunque, anche senza tener conto delle richieste tue o dell’altro. In questo caso il Giudice decide ciò che ritiene più giusto.

Questi provvedimenti sono poi efficaci anche se uno di voi abbandona il processo: anche questa è una norma anti - furbi; evita che il coniuge più debole si ritrovi senza alcuna tutela se l’altro finge una riconciliazione al solo scopo di far decadere provvedimenti a lui sfavorevoli per poi, magari, abbandonarlo di nuovo.

Perchè non siano più efficaci è invece necessario che:

  • Presenti un nuovo ricorso di separazione, (questo accade se ti sei riconciliato e poi decidi di separarti di nuovo) e il Presidente del Tribunale emana nuovi provvedimenti
  • Il Giudice della causa di separazione, detto Giudice Istruttore (che è diverso dal Giudice - Presidente del Tribunale), modifichi questi provvedimenti, magari a seguito di nuove prove
  • Ti riconcili con il coniuge
  • Il Giudice Istruttore emani la sentenza di separazione con cui decide anche sul mantenimento, la casa e i figli. In questo caso la sentenza, che è immediatamente esecutiva, sostituisce i provvedimenti

Un’altra cosa molto importante è che i provvedimenti temporanei e urgenti sono immediatamente esecutivi. Questo significa che se il coniuge non ti paga, puoi fargli un pignoramento.

Come vedi, quindi, in questo caso non servirebbe a nulla non presentarti in Tribunale una volta che ti è stato notificato il ricorso di separazione, perchè la legge va avanti anche se tu rimani “immobile”.

Quindi quello che ti consiglio è questo: se ti arriva un ricorso per la separazione giudiziale vai dal tuo avvocato per farti difendere o cerca di metterti d’accordo con il coniuge per fare una separazione consensuale, così da risparmiarti tempo e soldi e non rischiare di far decidere ad altri della vostra vita.

P.S. Se vuoi saperne di più su come si svolge l’udienza di separazione consensuale e come è possibile risparmiare sulla separazione, clicca qui

 

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dicembre 21st, 2009 |

Tags: separazione coniugi, separazione giudiziale




Ecco per te, gratis, una guida sull’udienza di separazione consensuale

alimenti, doveri coniugali, figli, mantenimento, separazione coniugi, separazione consensuale 1 Comment »

cover-simona3d1Da quando ho aperto questo blog mi sono resa conto di quanto le persone abbiano la necessità di sapere. La maggior parte della nostra vita la impegniamo ad acquisire informazioni: a scuola, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni.

Quando non sappiamo abbiamo due possibilità: o chiediamo a qualcuno che ne sa più di noi o viviamo nell’ignoranza e ne accettiamo le conseguenze. Che, a volte, possono essere catastrofiche…..

Visto che le informazioni sono tante, abbiamo dovuto dividerle per materie e settori: medicina, legge, idraulica, elettronica, chimica, ingegneria…..impossibile conoscere tutte queste materie, per cui ognuno ha conosce il proprio settore e, di solito, ignora gli altri.

E dato che non tutti (per fortuna!!) fanno gli Avvocati, capita che molti non sanno neanche come si svolge il procedimento per la separazione consensuale. Diversamente, adesso non ti troveresti su queste pagine.

 Se invece stai leggendo con interesse queste poche righe è perchè, probabilmente, anche tu sei assalito da una delle ansie e delle paure più comuni: quella dell’ignoto.

Non sapere ti rende impotente, incapace di capire come muoverti, ti può far sbagliare in un campo dove, se commetti errori o sbagli strategia, non puoi consolarti dicendoti: ”sbagliando si impara”, a meno che tu non sia uno che si separa tutti i giorni!!!

Quindi ecco qua la soluzione che ho creato appositamente per te: una guida assolutamente gratuita sull’udienza di separazione consensuale, da scaricare e tenere sul tuo pc, da leggere e rileggere quando vuoi.

Finalmente un report chiaro, completo, breve che risolverà i tuoi dubbi e risponderà alle tue domande. Non avrai più bisogno di chiedere a qualcuno consigli e, in alcuni casi, scoprirai che è anche possibile risparmiare sulle spese legali.

Non voglio dirti di più, ti lascio alla lettura del report che potrai scaricare da questa pagina, dopo esserti iscritto alla newsletter di questioni-coniugali! Buona lettura!

PS Dopo esserti iscritto alla newsetter riceverai una mail che ti chiederà di confermare la tua iscrizione. Una volta che l’avrai fatto, riceverai un messaggio di benvenuto con il link per scaricare il report.

PPS Se sei già iscritto alla newsletter di questioni-coniugali, contattami via skype, ti manderò il link per scaricare il report!

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dicembre 4th, 2009 |

Tags: guida gratuita, separazione coniugi, separazione consensuale, udienza




Come tutelarti se il coniuge non ti paga il mantenimento

alimenti, mantenimento, separazione coniugi 1 Comment »

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Hai diritto ad un assegno di mantenimento o agli alimenti ma il coniuge non te lo corrisponde?

 

Allora fai attenzione, perché oggi voglio spiegarti cosa devi fare, non solo per ottenere gli arretrati ma anche per evitare che questo si ripeta in futuro.

 

Comincia con lo scrivere una lettera al coniuge o a fargliela scrivere dall’avvocato. Basterà una raccomandata con avviso di ricevimento. Servirà per dimostrare che, effettivamente, non ti paga l’assegno e da quanto tempo è inadempiente, nonostante le tue richieste, qualora dovessi essere costretto a rivolgerti al giudice.

 

 Se ti paga, tutto ok.

 

Se però questo non accade, allora la cosa migliore che puoi fare è rivolgerti al giudice.

 

Puoi chiedere due cose:

 

1.     Il sequestro dei beni

 

Il sequestro può essere chiesto al Giudice che sta seguendo la separazione o al Tribunale se invece la separazione c’è già stata.

 

2.     Far ordinare a un creditore del tuo coniuge di versarti direttamente il mantenimento

 

Questo è certamente il mezzo più comune, nonché il metodo più sicuro e veloce, soprattutto se il coniuge lavora come dipendente, perché puoi praticamente pignorargli una quota dello stipendio o della pensione, chiedendo al datore di lavoro di versartene direttamente una quota.

 

Anche qui puoi rivolgerti al Giudice che sta seguendo la separazione o al Tribunale, se invece il procedimento è concluso.

 

Inoltre devi sapere che prima di tutto questo, prima ancora che un eventuale inadempimento si verifichi, puoi tutelarti iscrivendo ipoteca giudiziale sui beni del coniuge obbligato a versarti l’assegno, qualora tu abbia motivo di ritenere che ci sia la possibilità che non ti versi il mantenimento.

 

Basta che ti presenti presso il conservatore dei registri immobiliari con la sentenza di separazione o con l’omologa della separazione consensuale(munite della formula esecutiva) e chiedi di iscrivere ipoteca.

 

A che serve?  Ebbene, devi sapere che questo ti dà un diritto di prelazione, ossia un diritto ad essere preferito ad altri creditori del coniuge. Questo significa che, se qualcuno decide di pignorare i beni del coniuge dovrà avvertirti e tu potresti avere diritto ad essere soddisfatto dei tuoi crediti anche prima  del creditore pignorante.

 

P.s. Sappi che i due metodi così come descritti si applicano solo in caso di separazione. Nell’ipotesi di divorzio ci sono rimedi simili ma che richiedono presupposti diversi e che ti descriverò nei prossimi post.

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ottobre 17th, 2009 |

Tags: mancato pagamento, mantenimento, tutela




Come e quando puoi chiedere la modifica delle condizioni di separazione

alimenti, figli, mantenimento, separazione coniugi, separazione consensuale, separazione giudiziale 5 Comments »

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Anche tu sei insoddisfatto degli accordi che hai firmato quando ti sei separato?

 

Pensi che siano ormai ingiusti, magari perchè adesso il coniuge lavora e non ti va proprio l’idea di continuare a pagargli il mantenimento!

 

Allora sei nel posto giusto al momento giusto!

 

Infatti l’art. 156 c.c. stabilisce che, se ci sono validi motivi, puoi chiedere al giudice la revoca o la modifica dei provvedimenti (sia personali che patrimoniali) adottati durante la separazione, seguendo la procedura prevista dall’art. 710 c.p.c.

Quando puoi chiedere la modifica.

Puoi chiedere la modifica solo se la situazione è cambiata da quando ti sei separato!

In pratica è necessario che si siano verificate circostanze nuove. Con questo termine si intendono sia i fatti che si sono modificati dopo la separazione, che quelli che erano già presenti ma che il giudice non ha potuto considerare.

Se invece la situazione è tale e quale a quando vi siete separati, allora non avrà senso chiedere una modifica.

Facendo alcuni esempi, potrai chiedere la modifica se:

1) Versi un mantenimento all’ex che prima non lavorava, mentre ora sì.

In questa ipotesi potrai chiedere al Giudice di ridurre o annullare l’assegno di mantenimento.

L’annullamento ci sarà solo se i tuoi e i suoi redditi sono più o meno equivalenti.

2) Hai perso il lavoro, o guadagni meno.

Puoi chiedere un aumento dell’assegno che percepisci, o una riduzione o annullamento di quello che versi.

3) Dai un mantenimento a tuo figlio, che però ora lavora.

In questo caso puoi chiedere di essere esentato dal versare l’assegno o di ridurne la misura. Questo, però, non è sempre possibile: infatti, la Cassazione (Cass., sez. I, 11.1.07, n. 407) ha stabilito che, anche se tuo figlio lavora come apprendista o interinale, non non vuol dire che sia indipendente economicamente. E’ risaputo che gli apprendisti hanno guadagni inferiori rispetto agli operai che svolgono lo stesso mestiere e che il rapporto di lavoro a tempo determinato è, per sua natura, solo temporaneo.

Se, invece, non lavora per colpa sua, perchè, ad es., passa tutto il giorno a poltrire invece che cercare un lavoro, allora puoi chiedere la modifica dell’assegno (Cass., Sez. I, 7.4.06, n. 8221).

4) I tuoi figli non vivono più nella casa coniugale.

Se i tuoi figli non vivono più nella casa coniugale puoi chiedere una modifica della concessione dell’immobile. Infatti la casa coniugale viene di solito assegnata tenendo conto dell’interesse dei figli. Se però questi non vivono più con il coniuge a cui sono stati affidati e la casa è in comproprietà o è tua, allora puoi chiedere che venga divisa tra te e l’ex o ti venga restituita.

Questa possibilità si presenterà sia nel caso in cui i figli siano andati a vivere per conto proprio sia nel caso in cui facciano l’università e tornino a casa solo per il fine settimana (Cass. 22.4.2002 n. 5857).

Come chiedere la modifica degli accordi.

Hai due strade: la più semplice e gratuita è quella di fare un accordo tra voi. La Cassazione (Cass. Civ., Sez. I, 20.10.2005, n. 20290) ritiene che, in base all’art. 1322 c.c., gli ex-coniugi possono modificare i patti contenuti nell’omologa di separazione purchè i nuovi accordi non siano contrari a quanto stabilito dagli artt. 143, 147 e 148 c.c. e cioè:

art. 143 c.c: Entrambi i coniugi sono tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo.

art. 147 c.c.: Entrambi i coniugi hanno l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle loro capacità, inclinazioni e aspirazioni.

art. 148 c.c.: Gli obblighi nei confronti dei figli vanno adempiuti in relazione ale proprie sostanze e alle proprie capacità di lavoro casalingo e professionale.

Ovviamente gli accordi non dovranno essere in contrasto con l’interesse dei figli, che va sempre salvaguardato.

La seconda strada è quella di proporre un ricorso in Tribunale secondo quanto stabilito dall‘art. 710 c.p.c.

Dovrai quindi rivolgerti ad un avvocato che redigerà il ricorso con allegati i documenti necessari a provare che la situazione economica si è modificata, lo depositerà in Tribunale e presenzierà l’udienza nel giorno stabilito.

Una sola udienza potrebbe non essere necessaria, soprattutto se l’altra parte contesta i motivi del ricorso e non è disposta a trovare un accordo per chiudere amichevolmente la causa.

Questo vuol dire che ti ci vorranno tempo e soldi. Di solito, però, se il processo non va troppo per le lunghe e non si devono fare tante testimonianze o richiedere perizie e consulenze ne vale la pena.

Ti faccio un esempio: il processo, se non va troppo per le lunghe, dovrebbe costarti circa 2.000.00 € (ovviamente è solo una stima….i costi salgono a seconda del numero di udienze, degli atti che l’avvocato prepara, dei testimoni che deve sentire ecc.). Se, però, riesci a risparmiare, ad es., 200 € al mese di assegno di mantenimento, recuperi i costi della causa in Tribunale in meno di un anno.

Conclusioni.

Come vedi, hai la possibilità di modificare gli accordi man mano che le situazioni cambiano e non solo una volta. Infatti, se nel tempo la situazione cambia ancora potrai chiedere una nuova modifica.

Ovviamente dovrai provare che la nuova situazione incide sulla tua situazione patrimoniale a tal punto da costringerti a fare questa richiesta.

Se, però, vuoi risparmiarti i soldi del processo, cerca di fare un accordo con l’ex e convincerlo ad essere ragionevole e a risparmiare denaro.

Magari, a quel punto, potresti rivolgerti ad un legale affinchè verifichi che l’accordo raggiunto tra voi sia rispettoso delle norme di legge di cui ti ho parlato prima.

Sicuramente ti costerà meno di una causa in Tribunale, il cui esito è sempre incerto sia per costi che per risultati!

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agosto 1st, 2009 |

Tags: alimenti, casa coniugale, mantenimento, modifica separazione




Conosci anche tu gli effetti della riconciliazione dei coniugi separati!

alimenti, comunione legale, doveri coniugali, mantenimento, separazione coniugi 2 Comments »

arcob

 

Oggi voglio parlarti di un argomento allegro e positivo. Ti descriverò una situazione che comporterà la fine di tutti i problemi relativi all’assegnazione della casa, all’affido dei figli e alla corresponsione dell’assegno di mantenimento!

              

Ti parlerò della riconciliazione dei coniugi e dei suoi effetti: sì perché ogni cosa che fai ha delle conseguenze giuridiche.

 

Anzitutto, ti sei mai chiesto quando si può parlare di riconciliazione?

 

La Giurisprudenza ritiene che possa parlarsi di riconciliazione quando c’è una ripresa della vita coniugale in tutti i suoi aspetti. Quando vengono ripristinati tutti i doveri coniugali, e ricostruita la “comunione materiale e spirituale” che sta alla base del matrimonio.

 

Non basta, invece, che facciate un semplice tentativo o che facciate una vacanza insieme!

 

La riconciliazione può essere di due tipi: espressa o tacita.

 

Potete realizzare una conciliazione espressa con un accordo scritto, in cui dichiarate di volere riprendere la normale vita matrimoniale e ripristinare tutti i doveri.

 

La conciliazione tacita si realizza, invece, nel momento in cui decidete di tornare insieme a tutti gli effetti. Ovviamente l’elemento “spia” di questa riconciliazione è sicuramente la ripresa della coabitazione.

 

Per quanto riguarda gli effetti propri della riconciliazione devi sapere che:

 

  • Nel caso in cui tu abbia in corso una causa di separazione giudiziale o consensuale, la riconciliazione comporterà l’abbandono della causa
  • Sicuramente sai che non puoi chiedere il divorzio prima che siano passati tre anni dalla separazione. Se tornate insieme questo termine si interrompe e il conteggio ricomincia da capo, ossia da un’eventuale nuova separazione
  •  Si ripristina la presunzione legale di paternità: il figlio nato entro i 180 giorni da quando siete tornati insieme si presume concepito durante il matrimonio
  • Ovviamente, cessa l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, visto che mancano i presupposti
  • Si ricostituisce la comunione legale dei coniugi: praticamente da ora in poi tutto ciò che comprerai sarà considerato di entrambi. Invece tutto quello che hai comprato da quando ti sei separato a quando siete tornati insieme sarà solo tuo!

 

Ora la cosa più saggia che potete fare è andare all’anagrafe e far annotare, a margine dell’atto di matrimonio, l’avvenuta riconciliazione.

 

Infatti devi sapere che la separazione dei coniugi viene annotata sull’atto di matrimonio. E’ una forma di pubblicità. Serve a far sapere a tutti che sei separato, soprattutto ai creditori. In questo modo, se dopo la separazione il coniuge contrae dei debiti, il creditore non potrà chiedere i soldi anche a te.

 

Ora ti faccio un esempio per capire l’importanza di questa annotazione.

 

 Ammettiamo che tu e il coniuge siate tornati insieme e che non abbiate fatto però annotare l’avvenuta riconciliazione ai margini dell’atto di matrimonio, come prescritto dagli artt. 63 e 69 del D.P.R. n. 396/00.

 

Quindi all’anagrafe risulta che siete separati e che non c’è tra voi comunione di beni.

 

Ora, se l’altro, dopo la riconciliazione, compra un immobile, questo ricadrà nella comunione di beni. Questo tuttavia vale solo per quanto riguarda i rapporti tra voi.

 

Se successivamente, però, lo vende a tua insaputa (non potrebbe farlo, visto che siete comproprietari per effetto della ricostituita comunione) a chi lo compra risulterà l’unico proprietario, perché dall’atto di matrimonio risulta separato.

 

Di conseguenza non potrai far annullare la vendita!

 

Quindi, se è tua intenzione fare acquisti o se vuole farli l’altro e vi siete appena riconciliati, fai annotare la riconciliazione ai margini dell’atto di matrimonio all’anagrafe, o rischi di non poterti opporre ad un’eventuale e successiva vendita fatta a tua insaputa!

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luglio 23rd, 2009 |

Tags: alimenti, comunione legale coniugi, doveri coniugali, mantenimento, riconciliazione, separazione




Conosci quali sono i tuoi doveri coniugali come un avvocato!

addebito separazione, alimenti, doveri coniugali 1 Comment »

laurea

 

Se hai mai desiderato conoscere tutti i doveri che assumi con il matrimonio allora questo è il miglior post che tu possa trovare sull’argomento.

 

Sì, sto parlando dell’art. 143 c.c. che il parroco o il sindaco ti hanno letto quando ti sei sposato.

 

Quell’articolo che dice: “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

Dal matrimonio deriva l’obbligo alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.

Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro  professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

 

Dell’obbligo di fedeltà e di coabitazione ti ho già parlato. Ora vediamo gli altri.

 

L’assistenza morale e materiale

 

Lo so, sembra un dovere un po’ astratto e non si capisce bene cosa comprenda. Ovviamente è impossibile fare un elenco di tutti i doveri. Però, per semplificarti un po’ le cose, diciamo che per l’assistenza morale devi  intendere il sostegno reciproco affettivo, psicologico e spirituale.

 

Questo significa che devi rispettare il coniuge, riconoscergli il diritto alla privacy, alla scelta della religione e agli altri diritti personali. Il rifiuto ai rapporti sessuali costituisce poi violazione di questo dovere, perché è umiliante per il coniuge.

 

L’assistenza materiale comprende invece l’obbligo di provvedere alle esigenze primarie del coniuge: cibo, vestiti, trasporti, studio, cure mediche ecc., provvedendo economicamente ai suoi bisogni  o assistendolo personalmente, dove possibile.

 

Il dovere di contribuzione

 

Praticamente tu e tuo marito/tua moglie dovete provvedere in modo paritario e proporzionale ai bisogni della famiglia. Puoi farlo in due modi: diretto o indiretto.

Il primo si ha quando usi il tuo lavoro personale, ossia casalingo per occuparti dei bisogni del coniuge e dei figli. Il secondo quando metti a disposizione i tuoi guadagni .

 

Ovviamente, una volta che hai soddisfatto quest’obbligo, provvedendo a risparmiare una parte dei tuoi redditi per gli eventuali bisogni futuri, della restante parte del tuo stipendio puoi fare ciò che vuoi.

 

Questo dovere non va concluso con quello di mantenimento, che presuppone che uno di voi due guadagni meno.

 

Il dovere di collaborazione nell’interesse della famiglia

 

Una volta che avete stabilito quali sono i bisogni comuni della famiglia, dovete lavorare e collaborare per realizzarli senza che questo, però, significhi sacrificare completamente la propria personalità o i propri hobbies.

 

Se, ad. es., avete stabilito che è fondamentale per la famiglia avere dei risparmi per un investimento futuro, dovete fare i sacrifici necessari perché questo obiettivo possa realizzarsi.

 

Questo dovere si distingue dal dovere di assistenza perché non è un dovere dell’uno verso l’altro ma un dovere comune nell’interesse vostro e dei vostri figli.

 

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luglio 9th, 2009 |

Tags: casa coniugale, doveri coniugali, sesso, tradimento




Fai confusione tra mantenimento e alimenti? Ecco spiegata la differenza!

alimenti, mantenimento, separazione coniugi 7 Comments »

Fragen

 

Sei tra quelli che non riescono a capire la differenza tra alimenti e mantenimento?

 

Allora questo post è quello che fa per te! Dopo averlo letto non avrai più dubbi!

Anzitutto devi sapere che il mantenimento è un diritto più ampio e comprende anche gli alimenti ma che, comunque, i due diritti sono ben diversi.

 

Gli alimenti

 

Potrai chiedere gli alimenti al tuo ex coniuge solo se:

 

a) Ti trovi in uno stato di bisogno

 

b) Non puoi lavorare

 

c) Il tuo ex può permettersi di pagarti gli alimenti

Specifichiamo ora questi 3 punti:

a) Puoi dire di trovarti in uno stato di bisogno se il tuo reddito o il tuo patrimonio non sono sufficienti a permetterti di affrontare le spese minime della vita di tutti i giorni: vitto, alloggio, vestiti, assistenza medica, oltre a quei beni e servizi che, secondo le attuali esigenze di vita, sono necessarie a svolgere un’esistenza dignitosa (come quelle per l’istruzione, i libri, ecc.).

b) Attenzione: ho detto non puoi! Ovviamente non potrai chiedere gli alimenti se non lavori per scelta.

Se però non puoi lavorare perché, magari, sono dieci anni che non lavori più (e non è che il tuo ex coniuge può pretendere che cominci adesso!!!), perché non hai mai lavorato, hai problemi di salute, o non riesci a trovare un impiego adatto alle tue attitudini e condizioni, allora la tua richiesta di alimenti sarà legittima!!

Ovviamente la situazione andrà valutata caso per caso, quelle che ti do sono solo delle linee generali, in quanto si tiene conto di innumerevoli fattori, come l’età, lo stato sociale, la salute, ecc.

c) Per capire se il coniuge può permettersi di pagarti gli alimenti, si guarderà non solo ai redditi di chi è obbligato, ma a tutti i suoi beni, mobili, immobili, crediti, investimenti ecc.

Il mantenimento

Per quanto riguarda il mantenimento, potrai chiederlo se:

1) Non ti è stata addebitata la separazione

2) Non hai i soldi sufficienti per conservare un tenore di vita analogo a quello che avevi durante il matrimonio

3) C’è differenza tra il tuo reddito e quello del coniuge a cui vuoi chiedere il mantenimento

Anche qui cercherò di spiegarti questi punti:

1) Per quanto riguarda l’addebito della separazione ti rimando a questo post.

2) Anche qui bada bene che non parlo dello stesso tenore di vita, ma di un tenore di vita “simile” a quello di cui godevi prima. Devi considerare, infatti, che condurre due vite separate comporta il doppio dei costi, per cui un certo impoverimento si ripercuoterà su tutti e due.

3) L’assegno di mantenimento ha proprio il compito di correggere questa disparità tra i due  redditi. Bada bene che anche qui, con il termine redditi, non si intendono solo gli stipendi ma si guarda a tutti i beni in vostro possesso, mobili, immobili, azioni, investimenti ecc.

Considera poi che il giudice, nel decidere se hai diritto all’assegno, guarderà non solo se lavori, ma anche se sei in grado di farlo. Ovviamente la tua capacità lavorativa deve essere attuale e concreta. Se è molto che non lavori, è difficile che tu riesca a trovare un’occupazione e questo la legge lo sa.

Se durante le nozze avevate ad es. stabilito che tu non lavorassi, non sarai tenuto a trovarti un lavoro ora, perché la separazione tende a conservare lo stato di fatto esistente durante il matrimonio.

Però l’assegno può esserti rifiutato o diminuito se risulta che, se volessi, potresti trovarti un lavoro adatto alle tue capacità.

Conclusioni

In pratica, potrai chiedere il mantenimento se hai i requisiti che ti ho appena descritto. Di solito l’assegno per il mantenimento è più consistente di quello per gli alimenti, perché non deve coprire solo i tuoi bisogni minimi ma tentare di equiparare le vostre condizioni economiche.

Perciò potrai chiederlo e ottenerlo anche se lavori ma guadagni meno del tuo coniuge perché mira a garantirti un tenore di vita analogo a quello che avevi e sempre a patto che tu non sia responsabile della separazione,

Invece gli alimenti ti sono dovuti quando sei totalmente privo dei mezzi economici necessari a provvedere ai bisogni essenziali (in pratica se non lavori e non puoi farlo) e questo anche se ti è stata addebitata la separazione. 

Quindi il tuo coniuge potrebbe rifiutarsi di pagarti il mantenimento ma gli sarà più difficile sottrarsi all’obbligo di pagarti gli alimenti.

 

 

 

 



 



 







 



 

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giugno 22nd, 2009 |

Tags: alimenti, mantenimento, separazione




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