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Archive for ottobre, 2009

Come fare una separazione dei beni tra coniugi

comunione legale, separazione coniugi, separazione consensuale, separazione giudiziale 13 Comments »

501Caro lettore che segui questo blog e che, probabilmente, ti stai separando o stai pensando di farlo, quasi certamente tra i mille dubbi che ti angosciano e non ti fanno dormire la notte ce n’è anche uno che assilla molti: “cosa fare con i beni che ho in comune con il coniuge?”

Ebbene, questo post ti spiegherà cosa fare e cercherò di semplificarti la vita con poche ma essenziali informazioni.

Come ti ho già spiegato, tra le conseguenze della separazione c’è anche la cessazione della comunione dei beni.

Questo significa che dovete spartirvi i beni che facevano parte della comunione legale. Anche qui hai due possibilità: metterti d’accordo con il coniuge o iniziare una causa legale.

Inutile dirti che la prima soluzione è più veloce, economica e indolore.

Ma come si fa? Sono qui proprio per spiegartelo!

Anzitutto sappi che, come stabilito dall’art. 194 c.c. “La divisione dei beni della comunione legale si realizza ripartendo in parti uguali l’attivo e il passivo”. Quindi dovete dividere a metà sia debiti che crediti!

Partiamo dalla cosa più semplice da dividere, che poi è anche quella che, di solito, interessa di più: il denaro!

Dovrai ripartire il denaro esistente al momento dello scioglimento della comunione in parti uguali. Questo gruzzolo solitamente è costituito dal denaro risparmiato proveniente sia dall’attività lavorativa di uno o entrambi, sia dai frutti dei beni appartenenti ad uno dei due (ad es. dall’affitto di un appartamento di uno solo di voi).

Ti consiglio di conservare le prove di estratti conto, libretti bancari, contratti di affitto, per evitare che il denaro “sparisca”.

Adesso parliamo di beni mobili.

Come ti ho già spiegato, dato che non tutti i beni rientrano nella comunione, hai diritto a riprenderti ciò che era tuo per donazione o per eredità. Ovviamente devi avere le prove che queste cose siano solo tue, altrimenti si presume che siano di entrambi.

Attenzione: se questi beni mobili non si ritrovano più, perché, ad es., l’altro li ha fatti “furbamente” sparire, non preoccuparti! Infatti l’art. 196 c.c. ha pensato anche a questa ipotesi, prevedendo, in tal caso, che il coniuge e debba restituirti il loro valore in denaro.

Come ti avevo poi già accennato, dovrete fare gli opportuni rimborsi e restituzioni, come previsto dall’art. 192 c.c.

Per quanto riguarda i rimborsi, se hai usato una parte dei soldi comuni per scopi tuoi personali, estranei all’interesse della famiglia, dovrai rimetterli nel patrimonio comune.

C’è anche un’altra ipotesi di rimborso. Se hai assunto un’obbligazione eccedente l’ordinaria amministrazione dopo il matrimonio e senza il consenso dell’altro coniuge e poi non sei riuscito ad adempierla (e per questo i creditori hanno pignorato beni della comunione), sarai tenuto a rimborsare i soldi……

Potrai inoltre richiedere la restituzione dei soldi  che hai prelevato dal tuo patrimonio personale e usato per spese e investimenti del patrimonio comune.

Se seguirai queste semplici regole, potrai dividere i beni senza dover fare un giudizio di divisione. Se, invece, non troverai l’accordo, dovrai rivolgerti al giudice e fare una causa per divisione dei beni.

In questo caso, i vostri beni potrebbero anche essere venduti all’asta e il ricavato diviso!

Ti è tutto più chiaro?

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ottobre 24th, 2009 |

Tags: beni personali, comunione legale coniugi, divisione beni




Come tutelarti se il coniuge non ti paga il mantenimento

alimenti, mantenimento, separazione coniugi 1 Comment »

negotiation-3 

Hai diritto ad un assegno di mantenimento o agli alimenti ma il coniuge non te lo corrisponde?

 

Allora fai attenzione, perché oggi voglio spiegarti cosa devi fare, non solo per ottenere gli arretrati ma anche per evitare che questo si ripeta in futuro.

 

Comincia con lo scrivere una lettera al coniuge o a fargliela scrivere dall’avvocato. Basterà una raccomandata con avviso di ricevimento. Servirà per dimostrare che, effettivamente, non ti paga l’assegno e da quanto tempo è inadempiente, nonostante le tue richieste, qualora dovessi essere costretto a rivolgerti al giudice.

 

 Se ti paga, tutto ok.

 

Se però questo non accade, allora la cosa migliore che puoi fare è rivolgerti al giudice.

 

Puoi chiedere due cose:

 

1.     Il sequestro dei beni

 

Il sequestro può essere chiesto al Giudice che sta seguendo la separazione o al Tribunale se invece la separazione c’è già stata.

 

2.     Far ordinare a un creditore del tuo coniuge di versarti direttamente il mantenimento

 

Questo è certamente il mezzo più comune, nonché il metodo più sicuro e veloce, soprattutto se il coniuge lavora come dipendente, perché puoi praticamente pignorargli una quota dello stipendio o della pensione, chiedendo al datore di lavoro di versartene direttamente una quota.

 

Anche qui puoi rivolgerti al Giudice che sta seguendo la separazione o al Tribunale, se invece il procedimento è concluso.

 

Inoltre devi sapere che prima di tutto questo, prima ancora che un eventuale inadempimento si verifichi, puoi tutelarti iscrivendo ipoteca giudiziale sui beni del coniuge obbligato a versarti l’assegno, qualora tu abbia motivo di ritenere che ci sia la possibilità che non ti versi il mantenimento.

 

Basta che ti presenti presso il conservatore dei registri immobiliari con la sentenza di separazione o con l’omologa della separazione consensuale(munite della formula esecutiva) e chiedi di iscrivere ipoteca.

 

A che serve?  Ebbene, devi sapere che questo ti dà un diritto di prelazione, ossia un diritto ad essere preferito ad altri creditori del coniuge. Questo significa che, se qualcuno decide di pignorare i beni del coniuge dovrà avvertirti e tu potresti avere diritto ad essere soddisfatto dei tuoi crediti anche prima  del creditore pignorante.

 

P.s. Sappi che i due metodi così come descritti si applicano solo in caso di separazione. Nell’ipotesi di divorzio ci sono rimedi simili ma che richiedono presupposti diversi e che ti descriverò nei prossimi post.

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ottobre 17th, 2009 |

Tags: mancato pagamento, mantenimento, tutela




Perchè hai diritto ad una quota di TFR anche se sei divorziato

divorzio, tfr No Comments »

denaro21

Questo articolo è diretto a te, caro lettore, che sei divorziato e titolare di un assegno di mantenimento, per farti sapere che hai diritto ad una quota della liquidazione dell’ex coniuge.

Hai capito cosa ti sto dicendo? Che, nonostante il divorzio, la legge ti riconosce questo diritto, perché sa che tu, con il tuo lavoro, i tuoi sacrifici e il tuo sostegno dato al coniuge durante il matrimonio, hai contribuito anche alla sua crescita professionale.

Quindi perché non dovresti ottenere una parte di quel reddito che hai contribuito a formare?

Ma vediamo quali sono i presupposti per avere questo diritto:

  • Devi essere divorziato, ossia deve esserci una sentenza di divorzio passata in giudicato (30 giorni dalla notifica o 6 mesi dalla pubblicazione).
  • Non devi esserti risposato
  • Devi essere titolare di un assegno di divorzio

Se esistono tutti questi presupposti, allora potrai rivolgerti al giudice e chiamare in giudizio il coniuge affinché ti paghi quanto ti spetta.

Ora probabilmente stai dicendo. “Va bene, ma quanto mi spetta?”

Ti spetta il 40% del TFR per ogni anno di matrimonio coincidente con gli anni di lavoro.

Il calcolo è molto semplice: devi considerare anzitutto la cifra totale ottenuta come TFR dall’ex coniuge e dividerla per 40% (che è la percentuale che ti spetta). Poi devi moltiplicare la cifra così ottenuta per il numero degli anni di lavoro. Infine dividere il risultato per il numero degli anni di matrimonio (compresi gli anni di separazione).

Ti faccio un esempio: ammettiamo che l’ex abbia ricevuto un TFR di 10.000 € a seguito di un impiego durato 10 anni e che siate sposati da 5.

In questo caso dovrai fare questo calcolo:

10.000 X 40% = 4.000 €

4.000 : 10= 400 € (quota che ti spetta per ogni annodi lavoro coincidente con il matrimonio)

400 X 5= 2.000 € (quota del TFR che ti spetta)

Spero che adesso ti sia tutto chiaro e che, grazie a questo post, sia diventato più consapevole dei tuoi diritti.

P.S. Hai trovato utile questo post? Allora leggi anche quest’altro!

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ottobre 13th, 2009 |

Tags: divorzio, tfr




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