Questioni Coniugali
Ecco la risposta a tutte le tue domande
Subscribe to Feed
  • Home
  • Consulenza legale on line
  • Info
  • Iscriviti

Archive for luglio, 2009

Conosci anche tu gli effetti della riconciliazione dei coniugi separati!

alimenti, comunione legale, doveri coniugali, mantenimento, separazione coniugi 2 Comments »

arcob

 

Oggi voglio parlarti di un argomento allegro e positivo. Ti descriverò una situazione che comporterà la fine di tutti i problemi relativi all’assegnazione della casa, all’affido dei figli e alla corresponsione dell’assegno di mantenimento!

              

Ti parlerò della riconciliazione dei coniugi e dei suoi effetti: sì perché ogni cosa che fai ha delle conseguenze giuridiche.

 

Anzitutto, ti sei mai chiesto quando si può parlare di riconciliazione?

 

La Giurisprudenza ritiene che possa parlarsi di riconciliazione quando c’è una ripresa della vita coniugale in tutti i suoi aspetti. Quando vengono ripristinati tutti i doveri coniugali, e ricostruita la “comunione materiale e spirituale” che sta alla base del matrimonio.

 

Non basta, invece, che facciate un semplice tentativo o che facciate una vacanza insieme!

 

La riconciliazione può essere di due tipi: espressa o tacita.

 

Potete realizzare una conciliazione espressa con un accordo scritto, in cui dichiarate di volere riprendere la normale vita matrimoniale e ripristinare tutti i doveri.

 

La conciliazione tacita si realizza, invece, nel momento in cui decidete di tornare insieme a tutti gli effetti. Ovviamente l’elemento “spia” di questa riconciliazione è sicuramente la ripresa della coabitazione.

 

Per quanto riguarda gli effetti propri della riconciliazione devi sapere che:

 

  • Nel caso in cui tu abbia in corso una causa di separazione giudiziale o consensuale, la riconciliazione comporterà l’abbandono della causa
  • Sicuramente sai che non puoi chiedere il divorzio prima che siano passati tre anni dalla separazione. Se tornate insieme questo termine si interrompe e il conteggio ricomincia da capo, ossia da un’eventuale nuova separazione
  •  Si ripristina la presunzione legale di paternità: il figlio nato entro i 180 giorni da quando siete tornati insieme si presume concepito durante il matrimonio
  • Ovviamente, cessa l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, visto che mancano i presupposti
  • Si ricostituisce la comunione legale dei coniugi: praticamente da ora in poi tutto ciò che comprerai sarà considerato di entrambi. Invece tutto quello che hai comprato da quando ti sei separato a quando siete tornati insieme sarà solo tuo!

 

Ora la cosa più saggia che potete fare è andare all’anagrafe e far annotare, a margine dell’atto di matrimonio, l’avvenuta riconciliazione.

 

Infatti devi sapere che la separazione dei coniugi viene annotata sull’atto di matrimonio. E’ una forma di pubblicità. Serve a far sapere a tutti che sei separato, soprattutto ai creditori. In questo modo, se dopo la separazione il coniuge contrae dei debiti, il creditore non potrà chiedere i soldi anche a te.

 

Ora ti faccio un esempio per capire l’importanza di questa annotazione.

 

 Ammettiamo che tu e il coniuge siate tornati insieme e che non abbiate fatto però annotare l’avvenuta riconciliazione ai margini dell’atto di matrimonio, come prescritto dagli artt. 63 e 69 del D.P.R. n. 396/00.

 

Quindi all’anagrafe risulta che siete separati e che non c’è tra voi comunione di beni.

 

Ora, se l’altro, dopo la riconciliazione, compra un immobile, questo ricadrà nella comunione di beni. Questo tuttavia vale solo per quanto riguarda i rapporti tra voi.

 

Se successivamente, però, lo vende a tua insaputa (non potrebbe farlo, visto che siete comproprietari per effetto della ricostituita comunione) a chi lo compra risulterà l’unico proprietario, perché dall’atto di matrimonio risulta separato.

 

Di conseguenza non potrai far annullare la vendita!

 

Quindi, se è tua intenzione fare acquisti o se vuole farli l’altro e vi siete appena riconciliati, fai annotare la riconciliazione ai margini dell’atto di matrimonio all’anagrafe, o rischi di non poterti opporre ad un’eventuale e successiva vendita fatta a tua insaputa!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

luglio 23rd, 2009 |

Tags: alimenti, comunione legale coniugi, doveri coniugali, mantenimento, riconciliazione, separazione




Ecco spiegate le conseguenze della separazione!

separazione coniugi, separazione consensuale, separazione giudiziale No Comments »

domino-effect-b 

Sto per svelarti quello che molti vogliono sapere, che chiedono sui forum, che mi domandano nelle e-mail e che oggi spiegherò in modo semplice a te, che leggi questo blog e che, magari, mi segui grazie all’ iscrizione alla newsletter, : quali sono le conseguenze della separazione.

 

In particolare molti mi domandano se con la separazione viene meno la comunione legale con il coniuge.

 

Se anche tu vuoi conoscere la risposta a questa domanda, allora leggi questo post.

 

Gli effetti.

 

L’art. 191 c.c. stabilisce che, a seguito della separazione consensuale, di quella giudiziale o del divorzio, si producono 4 effetti:

 

1. Cessa lo stato di comunione legale e subentra il regime della separazione dei beni

 

Praticamente da questo momento in poi qualsiasi cosa comprerai e qualsiasi debito farai non rientrerà più nella comunione legale ma sarà solo tuo.

 

Prima, invece, anche se compravi un bene all’insaputa del coniuge, questo entrava automaticamente a far parte della comunione legale.

 

Non pensare, però, che la separazione realizzi anche una divisione dei beni perché per ottenerla devi fare un accordo di divisione con il coniuge o iniziare una causa legale, in caso non riuscissi a trovare un accordo su come dividervi i beni.

 

2. Alcuni beni entrano a far parte della comunione legale

 

Durante il matrimonio non tutti i beni fanno automaticamente parte della comunione.

 

Ci sono beni che sono personali solo finché non si scioglie la comunione. Quando ciò accade, entrano nella comunione dei beni, sempre che non siano stati consumati. Praticamente sto parlando dei risparmi.

 

Ti faccio alcuni esempi.

 

Le entrate prodotte dai beni personali dei coniugi non rientrano nella comunione.

 

Se hai un bene personale (perché l’hai acquistato prima delle nozze, perché l’hai ricevuto in eredità ecc.) e lo vendi, lo affitti e, comunque, ne ricavi denaro, questi soldi non entrano nella comunione fino al momento in cui questa si scioglie, (e sempre che tu non abbia già speso il denaro ricavatone) ossia nel momento in cui si realizza la separazione o il divorzio dei coniugi.

 

Non ne fanno parte neanche i guadagni derivanti dall’attività professionale di ognuno di voi due che avete risparmiato. Ma vi rientreranno se, al momento in cui la comunione si scioglie, (ossia con la separazione o uno degli altri casi contemplati dall’art. 191 c.c.) non sono stati spesi.

 

Lo stesso può dirsi per quei beni, anche immobili, che hai acquistato per l’esercizio dell’ impresa costituita dopo il matrimonio o per gli incrementi dell’impresa che c’era anche prima delle nozze.

 

I beni che invece servono per l’esercizio della professione (di medico, ingegnere, avvocato, dentista ecc.) non entrano mai nella comunione.

 

3. Si instaura la comunione ordinaria per i beni oggetto della comunione

 

Da questo momento in poi i beni che facevano parte della comunione fin dal principio e quelli che vi sono entrati a seguito dello scioglimento, saranno regolati dalle disposizioni in materia di comunione ordinaria previsti dagli artt. 1100 c.c. e seguenti.

 

4. Puoi chiedere la divisione dei beni comuni

 

Dopo lo scioglimento della comunione potrai chiedere che il tuo patrimonio sia diviso da quello dell’ex coniuge. Perché ciò sia possibile, però, è necessario che ognuno di voi restituisca le somme prelevate dal patrimonio comune a vantaggio di quello di uno solo di voi due.

 

Se, per esempio, hai aggiustato la casa di tua proprietà esclusiva utilizzando i soldi di entrambi, dovrai restituire la somma che non era tua al coniuge, perché la legge lo considera una specie di prestito.

 

Ugualmente può dirsi nel caso in cui i creditori di uno solo di voi abbia aggredito anche il patrimonio dell’altro.

 

Fatti questi rimborsi e restituzioni, dovrai considerare quali sono i beni, i debiti e i crediti del patrimonio.

 

A questo punto, dopo che hai fatto un po’ di conti, potrai chiedere la divisione dei beni, ripartendo in parti uguali debiti e crediti.

Tra l’altro, con la separazione non avrai più il dovere di coabitazione, mentre rimangono inalterati gli altri doveri coniugali. In teoria, quindi, dovresti rimanere fedele al coniuge. In pratica la Cassazione ha più volte sentenziato che l’infedeltà, dopo la separazione, non è obbligatoria.

 

Momento in cui si scoglie la comunione.

 

Per fare tutto questo è necessario conoscere il momento preciso in cui la comunione si scioglie.

 

Come ti ho detto la comunione si scioglie nel momento in cui i coniugi si separano o divorziano.

In particolare lo scioglimento si verifica solo nel momento in cui:

 

  • passa in giudicato la sentenza di separazione giudiziale;

questo si verifica dopo che non è più possibile appellarla, ossia 1 anno dalla pubblicazione o 30 giorni dalla notifica all’altra parte.

 

  • c’è l’omologa della separazione consensuale e il provvedimento non è più soggetto a reclamo;

cioè trascorsi 10 giorni dalla notificazione o pubblicazione del decreto.

 

  • passa in giudicato la sentenza di divorzio;

vale quanto detto per la separazione consensuale.

 

A questo punto puoi chiedere la divisione dei beni. Anche qui hai due strade: puoi fare un accordo di divisione con il coniuge o iniziare una causa legale. Ovviamente la prima ipotesi è più veloce ed economica, mentre la seconda può protrarsi per molti anni e costarti parecchio.

 

Ti consiglio di pensarci bene!

 

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

luglio 16th, 2009 |

Tags: separazione, separazione consensuale, separazione giudiziale




Conosci quali sono i tuoi doveri coniugali come un avvocato!

addebito separazione, alimenti, doveri coniugali 1 Comment »

laurea

 

Se hai mai desiderato conoscere tutti i doveri che assumi con il matrimonio allora questo è il miglior post che tu possa trovare sull’argomento.

 

Sì, sto parlando dell’art. 143 c.c. che il parroco o il sindaco ti hanno letto quando ti sei sposato.

 

Quell’articolo che dice: “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

Dal matrimonio deriva l’obbligo alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.

Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro  professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

 

Dell’obbligo di fedeltà e di coabitazione ti ho già parlato. Ora vediamo gli altri.

 

L’assistenza morale e materiale

 

Lo so, sembra un dovere un po’ astratto e non si capisce bene cosa comprenda. Ovviamente è impossibile fare un elenco di tutti i doveri. Però, per semplificarti un po’ le cose, diciamo che per l’assistenza morale devi  intendere il sostegno reciproco affettivo, psicologico e spirituale.

 

Questo significa che devi rispettare il coniuge, riconoscergli il diritto alla privacy, alla scelta della religione e agli altri diritti personali. Il rifiuto ai rapporti sessuali costituisce poi violazione di questo dovere, perché è umiliante per il coniuge.

 

L’assistenza materiale comprende invece l’obbligo di provvedere alle esigenze primarie del coniuge: cibo, vestiti, trasporti, studio, cure mediche ecc., provvedendo economicamente ai suoi bisogni  o assistendolo personalmente, dove possibile.

 

Il dovere di contribuzione

 

Praticamente tu e tuo marito/tua moglie dovete provvedere in modo paritario e proporzionale ai bisogni della famiglia. Puoi farlo in due modi: diretto o indiretto.

Il primo si ha quando usi il tuo lavoro personale, ossia casalingo per occuparti dei bisogni del coniuge e dei figli. Il secondo quando metti a disposizione i tuoi guadagni .

 

Ovviamente, una volta che hai soddisfatto quest’obbligo, provvedendo a risparmiare una parte dei tuoi redditi per gli eventuali bisogni futuri, della restante parte del tuo stipendio puoi fare ciò che vuoi.

 

Questo dovere non va concluso con quello di mantenimento, che presuppone che uno di voi due guadagni meno.

 

Il dovere di collaborazione nell’interesse della famiglia

 

Una volta che avete stabilito quali sono i bisogni comuni della famiglia, dovete lavorare e collaborare per realizzarli senza che questo, però, significhi sacrificare completamente la propria personalità o i propri hobbies.

 

Se, ad. es., avete stabilito che è fondamentale per la famiglia avere dei risparmi per un investimento futuro, dovete fare i sacrifici necessari perché questo obiettivo possa realizzarsi.

 

Questo dovere si distingue dal dovere di assistenza perché non è un dovere dell’uno verso l’altro ma un dovere comune nell’interesse vostro e dei vostri figli.

 

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

luglio 9th, 2009 |

Tags: casa coniugale, doveri coniugali, sesso, tradimento




Non devi essere un avvocato per conoscere le conseguenze dell’addebito della separazione

addebito separazione 2 Comments »

 

domino-che-cade

 

Molte persone fanno ricerche su internet e domande sui forum per sapere se il tradimento, la mancanza di rapporti sessuali o l’abbandono del tetto coniugale possano essere causa dell’addebito ma spesso non ne conoscono le conseguenze.

 

Prima di tutto ti invito però a valutare se ti conviene chiedere la separazione con addebito. Dovrai quindi considerare due fattori molto importanti:

 

1.     I costi della separazione

 

Ti spiego. Una separazione con addebito è una vera e propria causa. Può durare anni. Questo significa che i costi saranno piuttosto consistenti ed è impossibile che tu possa quantificarli con precisione.

 

Ogni udienza, ogni prova testimoniale, ogni atto che prepara l’avvocato hanno un costo. Più ce ne saranno più pagherai. Potresti arrivare a spendere anche 5.000,00-6.000,00 €. Invece una separazione consensuale costa all’incirca 1.500,00 – 2.500,00 €.

 

Capisci la differenza? Quindi deve valerne davvero la pena. Certo, se riesci ad addebitargli la separazione non pagherai più il mantenimento, con notevole beneficio per il tuo portafogli.

 

Quello che però forse non sai è che, nel frattempo che la causa è in corso, se tu guadagni di più dell’altro coniuge, dovrai comunque versargli un mantenimento.

Si tratta di quei provvedimenti temporanei che il giudice deve adottare per non pregiudicare i diritti di chi, fino a prova contraria, ha diritto al mantenimento.

 

2.     Chi dei due guadagna di più?

 

Nella maggior parte dei casi, poi, è inutile chiedere l’addebito nei confronti del coniuge che guadagna di più. Non ha senso. E’ solo uno spreco di soldi.

 

Una delle conseguenze dell’addebito, infatti, è quella di non pagare il mantenimento al coniuge colpevole della fine del matrimonio. Il mantenimento, ovviamente, lo paga chi ha redditi maggiori a chi ne ha meno. Se però tu sei il coniuge che guadagna meno, che motivo hai di chiedere l’addebito?

 

Le conseguenze dell’addebito

 

Prima che tu possa decidere devi conoscere le altre conseguenze dell’addebito, a parte il fatto che impedisce al coniuge colpevole di chiederti il mantenimento.

 

  • Impossibilità di avere diritto all’eredità del coniuge 

Se riesci ad addebitargli la separazione, il coniuge non avrà diritto alla tua eredità. Quindi, ti converrà incolparlo della fine del matrimonio solo se sai che potrebbe trarre un notevole vantaggio dall’essere tuo erede.

 

  • Influenza dell’addebito sull’assegno di divorzio 

L’art. 5 della legge sul divorzio stabilisce che, nella determinazione dell’assegno di divorzio (da non confondersi con quello di mantenimento che vale per la separazione), influisce anche l’addebito della separazione.

 

 

Quali diritti conserva il coniuge colpevole

 

Considera però che, anche in caso di addebito, non potrai negare al coniuge alcuni diritti.

 

1.     Diritto agli alimenti

 

Dovrai comunque versargli gli alimenti se si trova in stato di bisogno ossia non  può provvedere alle spese più elementari e necessarie, come mangiare, avere un alloggio e vestirsi..

 

Quindi gli alimenti sono cosa ben diversa dal mantenimento. Se il mantenimento comprende anche gli alimenti, non è vero il contrario.

 

Infatti il mantenimento si occupa sia di coprire i bisogni essenziali che eguagliare il tuo reddito con quello del tuo coniuge.

 

A questo punto devo dirti anche che, in base all’art. 548 c.c. comma 2, se l’altro gode degli alimenti e tu vieni a mancare (hai ragione a fare gli scongiuri!), allora avrà comunque diritto ad un assegno vitalizio a carico dell’eredità.

 

2.     La pensione di reversibilità

 

Inoltre, nonostante l’addebito, il coniuge non perderà il diritto alla pensione di reversibilità.

 

Quindi se il coniuge ti sopravvive (lo, so, stai facendo di nuovo gli scongiuri!), avrà diritto alla tua pensione, sempre che goda del diritto agli alimenti di cui ti ho parlato prima. Forse ti chiedi che senso ha questa disposizione. Il fatto è che la legge presume che l’ex coniuge abbia contribuito a formare il patrimonio dell’altro e l’abbia aiutato a raggiungere gli obiettivi lavorativi.

 

Pensa ad una donna che si sia occupata della casa e dei figli mentre tu lavoravi. O ad un marito che ha mantenuto la moglie finché non ha trovato il lavoro, per il quale, magari, aveva studiato. Praticamente la legge riconosce dei meriti a chi ha contribuito, in un modo o nell’altro ai bisogni della famiglia.

 

3.     I figli

 

L’addebito non influisce sul diritto di ottenere l’affidamento dei figli, a meno che non riesci a provare che il comportamento dell’altro arreca pregiudizio anche a loro.

 

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

luglio 6th, 2009 |

Tags: addebito separazione




  • Post recenti

    • Ti svelo come fare una separazione senza avvocato!
    • Ti svelo come vanno divise le spese per la casa coniugale tra coniugi separati
    • Come impedire la vendita o il pignoramento della casa coniugale che ti è stata assegnata
    • Come scaricare dalle tasse l’assegno di mantenimento
    • Ecco cosa inserire nell’accordo di separazione consensuale
  • Archivio

    • febbraio 2012
    • maggio 2010
    • marzo 2010
    • gennaio 2010
    • dicembre 2009
    • ottobre 2009
    • agosto 2009
    • luglio 2009
    • giugno 2009
  • iscriviti
    Riceverai subito l'anteprima del report
    "Come si svolge l'udienza di separazione consensuale"


    Nome

     

    Email

     


    Questa iscrizione è rispettosa della legge sulla privacy

  • Categorie

    • addebito separazione
    • alimenti
    • casa coniugale
    • comunione legale
    • divorzio
    • doveri coniugali
    • figli
    • mantenimento
    • pensione di reversibilità
    • separazione coniugi
    • separazione consensuale
    • separazione giudiziale
    • separazione senza avvocato
    • tfr
  • Tag

    abbandono casa coniugale addebito separazione affidamento alimenti assegnazione assegnazione casa assegnazione casa coniugale assegno di mantenimento coniuge assegno figli assegno mantenimento beni personali casa coniugale comunione legale coniugi divisione beni divorzio doveri coniugali figli gratis guida gratuita interessi passivi mutuo mancato pagamento mantenimento modifica separazione pensione di reversibilità riconciliazione ricorso separazione scaricare tasse senza avvocato separazione separazione coniugi separazione consensuale separazione giudiziale sesso tasse tfr tradimento trascrizione provvedimento tutela udienza
  • Iscriviti alla newsletter!

    Name: 
    Email: 
  • Ti faccio consulenza!

    Chatta con me
Copyright © 2012 Questioni Coniugali All Rights Reserved
RSS XHTML CSS Collegati
Wp Theme by i Software Reviews
Powered by Wordpress