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Archive for giugno, 2009

Come decide il giudice a chi affidare i figli durante la separazione

figli, separazione giudiziale 1 Comment »

Protection of the childhoodSe stai affrontando una separazione giudiziale o hai intenzione di farlo, probabilmente ti chiederai in base a quali criteri il giudice sceglie con chi di voi due dovranno vivere i figli.

Ti dirò subito che non è possibile fare un elenco di parametri che fanno di te il genitore ideale (o il contrario), perché la situazione va valutata caso per caso.

Comunque il criterio principale è uno solo: l’interesse morale e materiale della prole.

È cioè importante per il giudice capire chi di voi due è più idoneo a garantire ai vostri figli uno sviluppo sano e sereno sotto vari aspetti.

Cercherà di affidarli a chi è maggiormente in grado di provvedere alle loro esigenze e di capire i loro bisogni e aspettative.

Avrai più possibilità di vederteli affidati se tra voi esiste già uno stretto legame di affetto e fiducia.

Detto questo posso solo dirti che ci sono una serie di situazioni che i Tribunali e la Corte di Cassazione hanno ritenuto non pregiudizievoli per la prole.

Cercherò di farti alcuni esempi.

Anzitutto, anche se ti è stata addebitata la separazione, questo non significa che i figli non ti saranno affidati. Essere un cattivo marito o una cattiva moglie non significa essere anche un pessimo genitore.

Certamente se l’addebito è dovuto al fatto che sei una persona violenta o squilibrata il giudice non ti affiderà mai dei bambini!

Non contano nemmeno le tue opinioni politiche o religiose. Puoi essere ateo o religioso, cattolico, ebreo, musulmano, protestante, di destra o di sinistra e vederti affidati i figli.

Ciò che importa è il tuo atteggiamento. Se sei una persona che impone in modo pressante e intransigente le sue scelte ed opinioni, tanto da impedire ai tuoi figli di sviluppare serenamente le proprie e di integrarsi con la società, difficilmente saranno affidati a te.

Se ti sei già rifatto una nuova famiglia, poi, questo non vuol dire che ti sarà impossibile ottenere l’affidamento. L’importante è che non cerchi di boicottare l’altro genitore, cercando magari di sostituire la sua figura con quella del nuovo partner.

Certo, però, che è importante che la tua casa non sia un via vai di nuovi fidanzati/e e che, quindi, la nuova famiglia goda di un minimo di stabilità.

Insomma, in sostanza devi capire che i figli non sono degli oggetti da litigarvi ma sono dei soggetti che hanno dei propri diritti ed interessi, che hanno le loro inclinazioni, aspirazioni e preferenze che devono essere rispettati.

La legge impone addirittura al giudice di ascoltare tuo figlio per conoscere le sue opinioni e volontà, se ha almeno 12 anni. Tuttavia questa prassi, in molti Tribunali, fatica a prendere piede.

Inoltre, se per il suo bene, decidete di comune accordo di non imporgli quello che per lui potrebbe essere un trauma, il giudice difficilmente vorrà sentirlo comunque.

Comunque, in definitiva, se vuoi che i tuoi bambini vivano con te, devi dimostrare di essere il genitore più idoneo a soddisfare le sue esigenze affettive, educative e formative.

Perché, quello che conta è solo il loro bene.

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giugno 29th, 2009 |

Tags: affidamento, figli, separazione giudiziale




Fai confusione tra mantenimento e alimenti? Ecco spiegata la differenza!

alimenti, mantenimento, separazione coniugi 7 Comments »

Fragen

 

Sei tra quelli che non riescono a capire la differenza tra alimenti e mantenimento?

 

Allora questo post è quello che fa per te! Dopo averlo letto non avrai più dubbi!

Anzitutto devi sapere che il mantenimento è un diritto più ampio e comprende anche gli alimenti ma che, comunque, i due diritti sono ben diversi.

 

Gli alimenti

 

Potrai chiedere gli alimenti al tuo ex coniuge solo se:

 

a) Ti trovi in uno stato di bisogno

 

b) Non puoi lavorare

 

c) Il tuo ex può permettersi di pagarti gli alimenti

Specifichiamo ora questi 3 punti:

a) Puoi dire di trovarti in uno stato di bisogno se il tuo reddito o il tuo patrimonio non sono sufficienti a permetterti di affrontare le spese minime della vita di tutti i giorni: vitto, alloggio, vestiti, assistenza medica, oltre a quei beni e servizi che, secondo le attuali esigenze di vita, sono necessarie a svolgere un’esistenza dignitosa (come quelle per l’istruzione, i libri, ecc.).

b) Attenzione: ho detto non puoi! Ovviamente non potrai chiedere gli alimenti se non lavori per scelta.

Se però non puoi lavorare perché, magari, sono dieci anni che non lavori più (e non è che il tuo ex coniuge può pretendere che cominci adesso!!!), perché non hai mai lavorato, hai problemi di salute, o non riesci a trovare un impiego adatto alle tue attitudini e condizioni, allora la tua richiesta di alimenti sarà legittima!!

Ovviamente la situazione andrà valutata caso per caso, quelle che ti do sono solo delle linee generali, in quanto si tiene conto di innumerevoli fattori, come l’età, lo stato sociale, la salute, ecc.

c) Per capire se il coniuge può permettersi di pagarti gli alimenti, si guarderà non solo ai redditi di chi è obbligato, ma a tutti i suoi beni, mobili, immobili, crediti, investimenti ecc.

Il mantenimento

Per quanto riguarda il mantenimento, potrai chiederlo se:

1) Non ti è stata addebitata la separazione

2) Non hai i soldi sufficienti per conservare un tenore di vita analogo a quello che avevi durante il matrimonio

3) C’è differenza tra il tuo reddito e quello del coniuge a cui vuoi chiedere il mantenimento

Anche qui cercherò di spiegarti questi punti:

1) Per quanto riguarda l’addebito della separazione ti rimando a questo post.

2) Anche qui bada bene che non parlo dello stesso tenore di vita, ma di un tenore di vita “simile” a quello di cui godevi prima. Devi considerare, infatti, che condurre due vite separate comporta il doppio dei costi, per cui un certo impoverimento si ripercuoterà su tutti e due.

3) L’assegno di mantenimento ha proprio il compito di correggere questa disparità tra i due  redditi. Bada bene che anche qui, con il termine redditi, non si intendono solo gli stipendi ma si guarda a tutti i beni in vostro possesso, mobili, immobili, azioni, investimenti ecc.

Considera poi che il giudice, nel decidere se hai diritto all’assegno, guarderà non solo se lavori, ma anche se sei in grado di farlo. Ovviamente la tua capacità lavorativa deve essere attuale e concreta. Se è molto che non lavori, è difficile che tu riesca a trovare un’occupazione e questo la legge lo sa.

Se durante le nozze avevate ad es. stabilito che tu non lavorassi, non sarai tenuto a trovarti un lavoro ora, perché la separazione tende a conservare lo stato di fatto esistente durante il matrimonio.

Però l’assegno può esserti rifiutato o diminuito se risulta che, se volessi, potresti trovarti un lavoro adatto alle tue capacità.

Conclusioni

In pratica, potrai chiedere il mantenimento se hai i requisiti che ti ho appena descritto. Di solito l’assegno per il mantenimento è più consistente di quello per gli alimenti, perché non deve coprire solo i tuoi bisogni minimi ma tentare di equiparare le vostre condizioni economiche.

Perciò potrai chiederlo e ottenerlo anche se lavori ma guadagni meno del tuo coniuge perché mira a garantirti un tenore di vita analogo a quello che avevi e sempre a patto che tu non sia responsabile della separazione,

Invece gli alimenti ti sono dovuti quando sei totalmente privo dei mezzi economici necessari a provvedere ai bisogni essenziali (in pratica se non lavori e non puoi farlo) e questo anche se ti è stata addebitata la separazione. 

Quindi il tuo coniuge potrebbe rifiutarsi di pagarti il mantenimento ma gli sarà più difficile sottrarsi all’obbligo di pagarti gli alimenti.

 

 

 

 



 



 







 



 

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giugno 22nd, 2009 |

Tags: alimenti, mantenimento, separazione




Perchè l’abbandono della casa coniugale giustifica l’addebito della separazione

addebito separazione 21 Comments »

panchina 

Spesso mi chiedono se l’abbandono della casa coniugale possa essere causa di addebito della separazione. La risposta è: dipende dai casi.

 

Come sicuramente saprai, sposandoti assumi una serie di doveri.

In particolare hai l’obbligo di fedeltà, di assistenza morale e materiale, di collaborazione e di coabitazione.

 

Se vuoi addebitare la separazione al coniuge perché se ne è andato di casa, è però necessario che il suo abbandono sia la causa della crisi coniugale e non una conseguenza della stessa.

 

Se, infatti, la convivenza tra voi due era già insostenibile, perché il matrimonio era finito già da tempo, allora rassegnati, perché addebitargli la separazione sarà difficile.

 

Senza considerare che, in ogni caso, sarai tu a dover fornire la prova che l’abbandono del tetto coniugale ha causato la separazione.

 

Uno dei casi più frequenti di abbandono della casa coniugale è quello dovuto al tradimento.

 

Se questo è il tuo caso, probabilmente il coniuge ti ha lasciato perché ha una relazione extraconiugale e non vuole più vivere con te.

 

In questo caso, la crisi familiare, più che all’abbandono è dovuta al tradimento, per cui cerca di far valere questo come causa di addebito.

 

Quindi, c’è una giusta causa di allontanamento dall’abitazione, non potrai chiedere l’addebito.

 

Ma quali sono queste “giuste cause”?

 

  • Un valido motivo di allontanamento dalla casa familiare è dovuto alla presentazione delle domanda di separazione. Le ragioni sono ovvie: se avete proposto la domanda di separazione è perché non volete più vivere insieme, per cui abbandonare la casa coniugale è solo una conseguenza della separazione.

 

  • Lo stesso vale nel caso non sia stata proposta domanda di separazione ma quella di annullamento del matrimonio.

 

  • Addirittura una sentenza della Cassazione ha ritenuto giusta causa di allontanamento la presenza di una suocera eccessivamente invadente.

 

Se invece avete scelto di avere due residenze separate per motivi professionali, questo non può essere causa d’addebito.

 

Se il tuo caso non rientra tra questi, se il tuo coniuge se ne è andato di casa senza giusta causa e rifiuta di tornarci, sappi che non ha più diritto all’assistenza né morale né materiale.

 

Tu invece, insieme ai tuoi figli, conservi questo diritto. Per cui, se l’altro si rifiuta di contribuire al vostro mantenimento, potrai chiedere al giudice di ordinare il sequestro dei beni del coniuge che si è allontanato. Il giudice, se ne ricorrono i motivi, ordinerà di sequestrare quanto basta a mantenere te e i figli.

 

Infatti, nonostante la crisi del rapporto, l’obbligo di mantenere i figli permane, così come rimane il vincolo di solidarietà coniugale che puoi invocare se l’altro se ne è andato.

 

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giugno 18th, 2009 |

Tags: abbandono casa coniugale, addebito separazione, separazione giudiziale




Come decide il giudice a chi assegnare la casa coniugale durante la separazione?

separazione coniugi 301 Comments »

sheriffsalehomebeige

 

Se hai deciso di separarti, forse devi decidere a chi di voi due andrà la casa coniugale.

Se hai dei figli probabilmente saprai che la legge si occupa anzitutto del loro benessere e della loro tutela.

Per questo l’art. 155 c.c. stabilisce che “la casa viene assegnata tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli“. Quindi la casa verrà assegnata al coniuge collocatario, ossia quello con cui i figli andranno a vivere stabilmente. Questo vale sia che tu abbia figli minorenni sia che siano maggiorenni ma non indipendenti economicamente. E vale sia che tu sia proprietario esclusivo che comproprietario dell’immobile.

Di solito, se ottieni la casa, le rate del mutuo ancora da saldare le pagherà l’altro. Comunque sei libero di accordarti diversamente. Alcuni, ad es., fanno a metà. Magari compensando questa decisione con altre prestazioni. Tuttavia, questo non ti esonera dal pagamento delle spese legate all’uso dell’immobile, come le spese condominiali.

 

Se la casa é in affitto, chi ha l’affido dei figli succede nel contratto di affitto. Dovrete quindi fare una cessione del contratto di locazione sostituendo il nome dell’affittuario originale con quello del genitore affidatario (se non coincidono già).

 

La casa potrebbe anche essere in comodato gratuito. Questa situazione riguarda, ad es., tutti quei casi in cui l’immobile appartiene ai genitori di uno di voi due e ci vivete gratuitamente. Questo può comunque essere affidato al coniuge con cui vivranno i figli, anche se l’assegnatario originale é l’altro.

 

Il nuovo assegnatario subentrerà nella stessa posizione di quello precedente. Quindi se non é prevista una scadenza il comodatario (che é quello che ci vive gratis) deve restituire la casa non appena il comodante (proprietario) ne fa richiesta (Cass. sez. I, 13.2.07 n. 3179).

 

Tuttavia la Cassazione ha stabilito che, se il comodato era a tempo indeterminato, il comodante deve consentirti di rimanere nella casa, a meno che non sopravvenga una situazione urgente che lo costringe a richiederti la restituzione dell’immobile.

 

L’assegnazione della casa influisce sulla misura dell’assegno di mantenimento per te o per i figli. Per stabilire quanto influisce, di solito si considera quanto potresti ricavarne se l’affittassi (Cass., sez. I, 24.2.2006 n. 4203).

 

Ma cosa accade se non hai figli?

 

In questo caso nel ricorso per la separazione non potrai inserire la richiesta di assegnazione della casa. E anche se ne fai richiesta il giudice non potrà affidartela, perché non ne ha il potere. L’assegnazione della casa non possa essere prevista in sostituzione o come parte dell’assegno di mantenimento. Quindi, anche se sei il coniuge più debole, perché non lavori o guadagni meno, la Cassazione (Sez. I, 13.2.2006 n. 3030) ritiene che la casa non ti spetti!

 

 

Quindi non ti resta che una sola cosa da fare: metterti d’accordo!

 
Se siete comproprietari, la casa sarà soggetta alle norme sulle comunione. Quindi o dovrai venderla e dividere il ricavato con il coniuge o uno di voi due può tenerla per sé e dare all’altro la metà del valore della casa.

 

L’ipotesi più frequente é che la casa in comproprietà sia gravata da mutuo.

In tal caso dovrai farti due conti. Perciò, se vuoi tenerla tu dovrai ridare all’altro solo la quota di mutuo già pagata e estrometterlo dal contratto di mutuo che rimarrà solo a tuo nome. Se invece decidete di venderla e dividervi il ricavato allora potrete farvi dare quanto già pagato dal nuovo proprietario e fargli accollare il mutuo. Parla con la Banca e con un notaio e vedi cosa ti dicono al riguardo.

 

Se la casa é di esclusiva proprietà di uno di voi due prevarranno i diritti del proprietario, anche se é quello di voi due che guadagna di più, perché, diversamente, il diritto di proprietà verrebbe leso in maniera eccessiva.

 

Se la casa é in affitto rimarrà a chi é l’intestatario del contratto. Lo stesso discorso vale se vivete in un alloggio popolare (Cass. 29.7.87 n. 6550) o se la casa vi é stata data in comodato gratuito.

 

Conclusioni.

 

Questi sono alcuni dei casi più frequenti che mi sono capitati nella mia esperienza di patrocinatore legale. Se la tua situazione é diversa, contattami su skipe o lasciami un commento esprimendo i tuoi dubbi. Ti risponderò al più presto e magari, potrei scrivere un post sull’argomento.

 

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giugno 14th, 2009 |

Tags: assegnazione casa coniugale, separazione giudiziale




Sei stato tradito dal coniuge? Addebitagli la separazione!

addebito separazione, separazione giudiziale 65 Comments »

 

Scheidung

 

Probabilmente sai che se il coniuge ti ha tradito, puoi  chiedere che gli sia addebitata la separazione.

 

Ti sei mai chiesto, però, se questa regola vale sempre? E poi, cosa si intende per tradimento?

 

Questo post, oggi, risponderà proprio a queste domande!

 

Per rispondere alla prima ti dirò che non sempre le “corna” hanno come conseguenza l’addebito della separazione. È infatti necessario che l’infedeltà sia stata la causa della fine del matrimonio.

 

Di solito il tradimento rende intollerabile la convivenza tra coniugi ed è quindi causa della separazione. Se, però, il matrimonio era già finito, probabilmente infedeltà del tuo coniuge ne è solo la conseguenza. In questo caso il giudice non accoglierà la tua richiesta di addebito.

 

Per quanto riguarda il significato del termine “infedeltà” questa non si ha solo nel caso in cui tuo marito/tua moglie abbia avuto rapporti sessuali con altri.

 

Costituisce infedeltà anche il tradire la fiducia del coniuge e non mantenere con lui/lei un rapporto di interesse fisico e spirituale.

 

Ti tradisce, quindi, anche se ti nasconde cose importanti, perché non è leale con te!

 

In tal senso costituisce tradimento anche un suo comportamento che faccia sorgere negli altri il sospetto di infedeltà: se il tuo coniuge in pubblico dei comportamenti eccessivamente affettuosi e insistenti con un’altra persona, ti ha già tradito, anche se non ci è “andato a letto”!

 

Si parla, in questo caso, di infedeltà apparente! Per essere chiari: non ci fai una bella figura se tuo marito/tua moglie è più gentile, premuroso e pieno di attenzioni con altri che con te! Mostra che non ti rispetta come dovrebbe per cui, di fatto, ti tradisce!

 

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giugno 11th, 2009 |

Tags: addebito separazione, separazione giudiziale, tradimento




Ecco le ipotesi in cui hai diritto alla pensione di reversibilità anche se sei divorziato

divorzio, pensione di reversibilità 20 Comments »

 

vecchietta-pensione

 

Anche se sei divorziato hai diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge deceduto. Lo stabilisce l’art. 9 L.898/70 (Legge sul divorzio).

 

E’ però necessario che tu sia in possesso di una serie di requisiti:

 

  • Non devi esserti risposato

 Poiché la legge parla solo di nuove nozze, non valgono i rapporti di convivenza.

 

  • Deve esserci già una sentenza di divorzio passata in giudicato

 E’ cioè necessario che sia trascorso un anno dalla pubblicazione della sentenza o trenta giorni dalla notifica al coniuge, se è stata fatta.

 

  • Devi essere titolare di un’ assegno di divorzio

 Non importa quanto prendi d’assegno. L’importante è che il giudice abbia stabilito che ne hai diritto prima della morte del coniuge.

 

  • Il lavoro per il quale il tuo ex prendeva la pensione deve essere anteriore alla sentenza di divorzio

 Non avrai diritto alla reversibilità se il lavoro cui la pensione si riferisce è stato iniziato dopo la fine del matrimonio, ossia dopo la sentenza di separazione.

 

Cosa devi fare per ottenere la pensione

 

Puoi chiedere la reversibilità direttamente all’ente che, quando il tuo coniuge era in vita, provvedeva a corrispondergli la pensione. Non devi fare alcuna causa per avere la pensione di reversibilità, a meno che l’Ente non contesti il tuo diritto.

 

Cosa accade se il coniuge defunto si era risposato?

 

In questo caso entrambi avrete diritto all’assegno. Per stabilire quanto ognuno di voi prenderà si tiene conto della durata del rapporto, ossia del matrimonio.

 

Oltre questo criterio il giudice potrebbe tener conto anche di altri elementi: quanto prendi di assegno di divorzio e quali sono le condizioni economiche generali tue e del nuovo coniuge.

 

Se non sei il solo ad avere diritto all’assegno allora dovrai per forza fare una causa legale, perché, l’Ente riterrà di aver adempiuto al suo dovere versando i soldi solo al nuovo coniuge.

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giugno 8th, 2009 |

Tags: divorzio, pensione di reversibilità




Perchè la mancanza di sesso é causa di addebito della separazione

addebito separazione, separazione giudiziale 2 Comments »

 

no-sex1

Sai che il rifiuto di intrattenere rapporti sessuali può essere causa di addebito della separazione?

 

Infatti la Cassazione (Cass.,Sez. I, 23.3.2005 n. 6276) ha stabilito che se il coniuge si rifiuta per molto tempo di avere rapporti sessuali con te, viola il dovere di assistenza  morale e materiale.

 

In quest’obbligo rientrano, infatti, tutti quegli aspetti propri della vita di coppia e, di conseguenza,  anche una normale vita sessuale.

 

Questa altro non è che la conseguenza di un rapporto fondato sull’affetto. Rifiutandosi di fare sesso con te, l’altro viola la tua dignità e la tua personalità e ti provoca un senso di frustrazione e disagio che è deleterio per la vita matrimoniale.

 

E’ però necessario che la mancanza di rapporti sia stata la causa della crisi coniugale e non la conseguenza. Tuttavia si sa che tale comportamento spesso è motivo di rottura. L’importanza di una vita sessuale all’interno della coppia é tale che il rifiuto del sesso spesso non è giustificabile nemmeno affermando che l’altro ha violato altri doveri coniugali, sempre che questi non

 

Certamente la prova di questa mancanza é molto difficile. Di solito questo è un aspetto della vita di coppia che non si vede all’esterno e che, invece, rimane ben confinato tra le mura di casa tua.

 

Però se ti sei confidato con qualche amico, questo potrebbe venire a testimoniare. Certamente la sua testimonianza avrà un valore limitato perché non è diretta, in quanto non può riferire del fatto per avervi assistito in prima persona.

 

Insomma, se questa è la linea che vuoi seguire, se è questo il motivo di addebito della separazione, preparati perché la prova non sarà affatto facile!

 

 

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giugno 4th, 2009 |

Tags: addebito separazione, sesso




Ecco quali beni non entrano nella comunione legale!

comunione legale 75 Comments »

chiave

 

Come certamente saprai, non tutti i beni entrano nella comunione legale dei coniugi.

 

Infatti, l’art. 179 c.c. fa un elenco di beni che sono e rimangono solo tuoi, anche se ti sposi.

Vediamo ora quali sono:

 

a)      I beni di cui eri proprietario prima del matrimonio

 

Questo vale anche se su questi beni non hai il diritto di proprietà ma un diritto reale di godimento, come l’usufrutto. L’ipotesi più frequente è quella in cui sei proprietario di una casa. In questo caso l’immobile è tuo e rimarrà tuo, anche se hai scelto la comunione dei beni.

 

b)      I beni che ti sono stati donati o che hai ereditato dopo il matrimonio

 

A meno che nell’atto di donazione o nel testamento non venga specificato che questi beni entrano nella comunione. Tieni presente che rimangono solo tue anche tutte le cose che hai acquistato con il denaro che ti ha regalatoun’altra persona (come, ad es., un genitore).

 

c)      I beni che sono di uso strettamente personale

 

Fanno parte di questa categoria soltanto quelle cose che in effetti, usi soltanto tu o che possono essere utilizzati solo da te per loro natura. Pensa a pellicce, gioielli ma anche ad un’automobile, se la usi solo tu.

 

d)      I beni che usi per esercitare la tua professione

 

Per professione non devi intendere ogni genere di attività. Se però sei un lavoratore autonomo o un dipendente che si è comprato un pc per svolgere una parte del lavoro a casa, allora quel pc sarà tuo e basta!

 

Se invece sei un imprenditore, allora devi fare una distinzione: se gestite insieme l’azienda e l’avete fondata dopo il matrimonio, allora questa farà parte della comunione. Se la gestite insieme ma prima delle nozze apparteneva solo a te, allora cadranno in comunione solo gli utili e gli incrementi.

 

e)      I beni che hai ricevuto come risarcimento danni o come pensione di invalidità lavorativa

 

Questo vale sia che ti sia stato risarcito un danno personale che materiale. Ammettiamo che tu abbia avuto un piccolo incidente con l’auto e che l’assicurazione ti abbia risarcito dei danni subiti dall’auto e di quelli subiti da te personalmente (es. colpo di frusta). Bene, questi soldi sono solo tuoi!

 

Rientra nella comunione dei beni, invece, l’assegno per l’accompagno(l’indennità di accompagnamento ex L. 11.2.1980 n.18). questo perché la finalità dell’assegno è incoraggiare la famiglia a prendersi cura di te.

 

f)       I beni che hai acquistato utilizzando i soldi della vendita dei tuoi beni personali

 

Attenzione! Questo vale solo se nell’atto pubblico dichiariespressamente che il bene è acquistato con i tuoi soldie l’altro coniuge dichiara che conosce la provenienza dei soldi. Se non fai così il bene ricadrà nella comunione legale. E ricordati che la partecipazione del coniuge è necessaria!

 

 

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giugno 1st, 2009 |

Tags: beni personali, comunione legale coniugi




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